In realtà si tratta di un complesso di due edifici, uno gotico di struttura archiacuta del primo Quattrocento, l'altro invece tra il barocco e il neoclassico. Il primo fu progettato da Giovanni Bon nel 1425, e il secondo da Antonio Gaspari nel 1694 che fu incaricato della risistemazione di un precedente edificio e che egli adeguò in modo che potesse ospitare degnamente la prestigiosa sala da ballo da lui stesso progettata e commissionatagli dai Barbaro.
Sig. Brusegan ha ragione quando nel suo libro "I palazzi di Venezia" scrive "Certamente il complesso Barbaro costituisce un insieme molto suggestivo che rende questo tratto del Canal Grande ancor più prestigioso ed elegante."
L'edificio più antico presenta la tradizionale facciata tripartita. Al primo piano nobile (sotto la tenda) c'è la quadrifora con trafori quadrilobati mentre al secondo ci sono caratteri più trecenteschi.
Ci sono due portali d'acqua. Quello a sinistra era la testata sul Canal Grande di un portico, oggi chiuso, che correva lungo il rio dell'Orso.
Dopo l'estenzione della famiglia Barbaro il palazzo fu acquistato nel 1885 dal raffinato americano Daniel Curtis che vi si stabilì con la moglie e che seppe riportare la dimora agli antichi fasti, ospitandovi artisti come Henry James, John Sargent e Claude Monet. Nel suo romanzo Le ali della Colomba Henry James descrive proprio le atmosfere delle sale di Palazzo Barbaro, quelle stesse dove ancora vivono i discendenti dei Curtis che hanno saputo conservare questo palazzo con amore e sensibilità.
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вторник, 9 август 2011 г.
понеделник, 8 август 2011 г.
Palazzetto Pisani sul Canal Grande
Un palazzetto affacciato sul Canal Grande ma senza accesso sull'importante via d'acqua perché il portale in pietra d'Istria è solo decorativo. La porta di terra si apre sulla calle del Portico Pisani.
Questo palazzetto, fatto costruire dal marchese e stimatissimo scienzato Giovanni Polenti nei primi decenni del Settecento, venne venduto alla ricchissima famiglia Pisani nel 1751 per 8000 ducati, così che poteva giungere a cornonamento il sogno dei membri di questa ambiziosa famiglia di affacciarsi con la propria dimora sul Canal Grande. Questo edificio, dopo l'acquisto dai Pisani venne unito alla Ca' Granda forando un muro comune, transformando i due stabili attigui in un unico, ancora più grande, edificio. Tra le due bifore del piano nobile è visibile lo stemo marmoreo della famiglia Pisani raffigurante un leone rampante. Ma la proprietà Pisani su questo palazzetto fu di breve durata: già nel 1816 divenne dimora privata del duca di Genova durante il periodo della sua permanenza a Venezia. Nel 1945 veniva acquistato dal conte Leonardo De Lazara. Oggi è frammentato in più proprietà ma resta sempre bello.
Questo palazzetto, fatto costruire dal marchese e stimatissimo scienzato Giovanni Polenti nei primi decenni del Settecento, venne venduto alla ricchissima famiglia Pisani nel 1751 per 8000 ducati, così che poteva giungere a cornonamento il sogno dei membri di questa ambiziosa famiglia di affacciarsi con la propria dimora sul Canal Grande. Questo edificio, dopo l'acquisto dai Pisani venne unito alla Ca' Granda forando un muro comune, transformando i due stabili attigui in un unico, ancora più grande, edificio. Tra le due bifore del piano nobile è visibile lo stemo marmoreo della famiglia Pisani raffigurante un leone rampante. Ma la proprietà Pisani su questo palazzetto fu di breve durata: già nel 1816 divenne dimora privata del duca di Genova durante il periodo della sua permanenza a Venezia. Nel 1945 veniva acquistato dal conte Leonardo De Lazara. Oggi è frammentato in più proprietà ma resta sempre bello.
неделя, 7 август 2011 г.
Peggy e Palazzo Venier dei Leoni
Ho scritto molto di Peggy che era nata a New York il 26 agosto nel 1898 e trovò la sua casa a Venezia.
Non era facile trovarla. Voleva che avesse un giardino per la sua collezione scultorea e i suoi cagnolini.
Il palazzo, in realtà il sono piano terra realizzato nel 1749 da un grandioso progetto di Lorenzo Boschetti, affacciato sul Canal Grande e, verso terra, su un giardino, fu acquistato dalla Peggy Guggenheim nel 1949, e subito accolse le opere da lei acquistate dal 1939, seccessive acquisizioni arrichirono ulteriormente la collezione che, dopo la morte della proprietaria nel 1979, presso l'ospedale di Camposampietro (Padova) passò con il palazzo alla Solomon R. Guggenheim Foundation di New York.
събота, 6 август 2011 г.
l'indovinello di Bert and studing History of Art in Venice
"This shouldn't be too difficult for Venice lovers, especially with the massive help that it is not on the Grand Canal. There is another palazzo with the same name, but that's hardly unusual in Venice. When I say "with the same name", I mean one of this palazzo's names is the same as one of the other palazzo's names. The other name of this palazzo is shared with three other palazzi. This photo was taken in September, 2008." ( by Bert)
Così ha scritto Bert nel "Venice Daily Photo" qualche giorno fa ed io non conoscendo nè il palazzo nè il rio mi aspettavo che qualcuno scrivesse il nome sia del palazzo che del rio. Ma per due giorni nessuno aveva dato la risposta. Ma per caso ho visto lo stesso palazzo in una mia foto, ho capito dove si trova, ho controllato sulla guida di Touring Club Italiano dove si trova, da lì ho saputo il nome e poi l'ho cercato su internet per saperne di più.
Ed ecco che cosa ho imparato:
"The first known mention of the Palazzo Pesaro occurs on 9 February 1372 in a document from the Signori della Notte to the Criminal.
The present palazzo dates from the mid-fifteenth century: its façade was constructed in the years between 1450 and 1460 and is characterised by its clustering of gothic quadriform windows with elegantly carved balconies.
In 1625, the noblewoman Pesarina Pesaro was married to the rich citizen Bonifazio Papafava (who, on 22 December 1652, was admitted into the ranks of the Venetian patriciate), and since then the palace has been known as the Palazzo Pesaro-Papafava. The palace eventually became the property of the Papafava dynasty."
the Papafava dynasty?! Oh, boy! But see this:
"Having spent the last nine years based on the third floor of the Fondazione Querini Stampalia in Campo Santa Maria Formosa, Warwick University took the decision in summer 2006 to move to the piano nobile and part of the pian terreno of the Ca' Pesaro Papafava, pictured above, a Renaissance palace overlooking the Canale della Misericordia with a land entrance from the Calle de la Rachetta in Cannaregio. Staff and students moved into the new Palace in September 2006.
Not only has the move to the Ca' Pesaro Papafava provided greatly improved teaching facilities, it has permitted the Venice Programme to expand from one to two terms (Autumn and Spring; September to March), thereby allowing Warwick to establish a new research centre in Venice. The Pesaro Papafava offers beautiful settings for academic conferences and is now equipped with digital projection facilities and wireless broadband. "
Source: http://www2.warwick.ac.uk/fac/arts/arthistory/venicehomepage/pesaropapafava/
вторник, 4 януари 2011 г.
due palazzi di Murano
Se non sbaglio ce ne sono quattro :-)
Il gotico palazzo Da Mula affacciato sul Canal Grande di Murano che divide in due parti l'insediamento che si articola su 5 isole principali.
Particolari della facciata del palazzo Da Mula dall'età gotica. Ma si possono vedere anche delle patere bizantine.
Palazzo Da Mula scattato dal vaporetto.
Usando un po' di zoom, così si vede anche palazzo Da Mula nello sfondo della foto.
Il cosidetto Canal Grande di Murano con andamento a meandro e attraversato da un solo ponte.
Palazzo Trevisan affacciato sul canale di San Donato (sulla riva opposta del Museo dell'arte vetraia), viene costrito nel 1557 e presenta una facciata con caratteri innovativi, secondo la guida di Touring Club italiano "frutto forse delle colte disertazioni degli intellettuali, il Paladio, il Veronese, il Vittoria, che si riunivano nei cenacoli muranesi".
неделя, 28 ноември 2010 г.
Porta d'acqua di palazzo Gradenigo in Rio Marin
сряда, 24 ноември 2010 г.
Rio de Malcanton e Rio del Gaffaro
събота, 20 ноември 2010 г.
Campo, fondamenta e rio della Misericordia
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вторник, 16 ноември 2010 г.
il giardino di palazzo Gradenigo
Palazzo Gradenigo un tempo andava famoso per il vastissimo giardino, nel quale si tennero anche tauromachie (succese durante il Carnevale del 1768) e feste memorabili e nel quale si ricorda addiritura una rimessa dotata di trenta destieri bellissimi, "a comodo delle dame e dei cavalieri più insigni della città" con la possibilità di galoppare o di andare in calesse lungo i vialetti tortuosi del grande parco. Del grande spazio verde resta qualcosa, ma molto è andato perduto, soprattutto all'inizio del Novecento, quando sull'area vennero costruite parecchie case d'abitazione per i dipendenti delle Ferrovie.
dal libro di Marcello Brusegan "I palazzi di Venezia"
Ed ecco che cosa mi aveva scritto Sergio Piovesan che era stato così gentile di mandarmi alcune foto degli ornamenti e le opere scuoltoree del palazzo Gradenigo in Rio Marin:
Per quanto riguarda il giardino, una volta (inizi '900) era molto più vasto e arrivava fino al canal Grande a fianco della Chiesa di san Simeone Piccolo. In questo giardino Gabriele D'Annunzio, scrittore e poeta italiano fra '800 e '900, ha ambientato una festa nel suo romanzo "Il fuoco" (io non l'ho letto).
Anch'io non l'ho letto, ma forse un giorno lo leggerò. Almeno quelle pagine ispirate da questo giardino, uno dei giardini più famosi della città.
Una statua in bronzo nel giardino di palazzo Gradenigo. Sono curiosa se il mio amico Sergio ne sa dirmi qualcosa, ad esempio da quando si trova lì.
Uno sguardo verso uno dei cortili interni del palazzo Gradenigo con una delle tre vere da pozzo che ci sono in questo palazzo.
Uno sguardo verso fondamenta Gradenigo o Cappello da dove avevo fatto le mie foto del giardino di palazzo Gradenigo.
Qui si vede una parte del palazzo Gradenigo. È proprio il giardino ad aver reso celebre il palazzo. Fino agli inizi del XX secolo, questo giardini era tra i maggiori vanti dei Gradenigo, era uno dei più sfarzosi della città lagunare: di esso resta ben poco, a seguito dello sviluppo dell'edilizia nell'area circostante.
Qui si vede il lato di palazzo Soranzo Cappello, vicinissimo al palazzo Gradenigo (anche esso ha un giardino segreto)
Tutte le foto del giardino di palazzo Gradenigo pubblicate in questo post sono scaricate da www.campiello-venise.com jardins de Venise
dal libro di Marcello Brusegan "I palazzi di Venezia"
Ed ecco che cosa mi aveva scritto Sergio Piovesan che era stato così gentile di mandarmi alcune foto degli ornamenti e le opere scuoltoree del palazzo Gradenigo in Rio Marin:
Per quanto riguarda il giardino, una volta (inizi '900) era molto più vasto e arrivava fino al canal Grande a fianco della Chiesa di san Simeone Piccolo. In questo giardino Gabriele D'Annunzio, scrittore e poeta italiano fra '800 e '900, ha ambientato una festa nel suo romanzo "Il fuoco" (io non l'ho letto).
Anch'io non l'ho letto, ma forse un giorno lo leggerò. Almeno quelle pagine ispirate da questo giardino, uno dei giardini più famosi della città.
Una statua in bronzo nel giardino di palazzo Gradenigo. Sono curiosa se il mio amico Sergio ne sa dirmi qualcosa, ad esempio da quando si trova lì.
Uno sguardo verso uno dei cortili interni del palazzo Gradenigo con una delle tre vere da pozzo che ci sono in questo palazzo.
Uno sguardo verso fondamenta Gradenigo o Cappello da dove avevo fatto le mie foto del giardino di palazzo Gradenigo.
Qui si vede una parte del palazzo Gradenigo. È proprio il giardino ad aver reso celebre il palazzo. Fino agli inizi del XX secolo, questo giardini era tra i maggiori vanti dei Gradenigo, era uno dei più sfarzosi della città lagunare: di esso resta ben poco, a seguito dello sviluppo dell'edilizia nell'area circostante.
Qui si vede il lato di palazzo Soranzo Cappello, vicinissimo al palazzo Gradenigo (anche esso ha un giardino segreto)Tutte le foto del giardino di palazzo Gradenigo pubblicate in questo post sono scaricate da www.campiello-venise.com jardins de Venise
неделя, 14 ноември 2010 г.
la scultura come ornamento o arte pura
Per secoli l'architettura viene detta "madre delle arti", perché ha dato origine alla scultura ed alla pittura, come ornamento di interni ed esterni di templi e di palazzi. Nell'età moderna, invece, statue e quadri, che vediamo nelle esposizioni e nelle collezioni di musei o private ormai le opere scultoree sono indipendenti da ogni logica architettonica, infatti da quasi un secolo han preso il nome di espressioni d'arte pura.
Ecco la terza vera di Palazzo Gradenigo che mi mancava nel post precedente. La foto è fatta sempre da Sergio Piovesan e l'ho scaricata dal suo sito www.piovesan.net. E' a muro con sopra il busto di Minerva nel cortiletto scoperto che è proprio il cortiletto d'uscita dal portone preceduto dall'arco in Fondamenta Grandenigo detta anche Fondamenta Cappello (perché collega questi due palazzi affacciati sul Rio Marin). La statuaria Minerva, scrive nel suo libro Sig. Brusegan, attribuita a Michele Fabris, della seconda metà dei Seicento, forse proveniente da un distrutto palazzo Foscari.
Questo è lo stemma sopra al portone, dentro nel cortiletto d'uscita in questa Fondamenta detta Gradenigo o Cappello c'è un altro che vedete nelle seguenti foto.
Lo stemma sul timpano del portone che avevo fotografato anch'io a settembre. Nella foto fatta da Sergio si vede anche il balcone del primo piano nobile affacciato sul Rio Marin.
Ecco quello che mi aveva scritto Sergio quando mi aveva mandato le foto fatte da lui:
Gli stemmi sono due, uno all'interno e uno sull'arco del portone d'entrata dove c'è anche una testa. Di queste ce ne sono altre, sopra altri archi più piccoli, che ho ritratto.
Ecco ancora una foto dello stemma Gradenigo (con la scala), Marcello Brusegan scrive che quello nella chiave d'arco nel cortiletto è uno stemma quattrocentesco.
Nel libro di Marcello Brusegan "I palazzi di Venezia" scrive che salendo lungo la scala del palazzo Gradenigo (a Santa Croce o in Rio Marin) c'è una statua atribuita al fiammingo Giusto Le Court veramente insolita nel soggetto: un Putto morso da un serpente.
Ne avevo scritto a Sergio e lui dopo aver fatto tutte queste foto che indicano anche la data del giorno nel quale le ha aveva scattate, mi ha scritto:
Putto morso da un serpente, non c'è, ma quello con il serpente è un guerriero, forse "Perseo" (Ipotesi non avvalorata da alcuna ricerca).
testa di putto in chiave d'arco
Ancora una volta grazie a Sergio Piovesan per le foto. Tutte le foto di questo post sono fatte da lui.
Ecco la terza vera di Palazzo Gradenigo che mi mancava nel post precedente. La foto è fatta sempre da Sergio Piovesan e l'ho scaricata dal suo sito www.piovesan.net. E' a muro con sopra il busto di Minerva nel cortiletto scoperto che è proprio il cortiletto d'uscita dal portone preceduto dall'arco in Fondamenta Grandenigo detta anche Fondamenta Cappello (perché collega questi due palazzi affacciati sul Rio Marin). La statuaria Minerva, scrive nel suo libro Sig. Brusegan, attribuita a Michele Fabris, della seconda metà dei Seicento, forse proveniente da un distrutto palazzo Foscari.Gli stemmi sono due, uno all'interno e uno sull'arco del portone d'entrata dove c'è anche una testa. Di queste ce ne sono altre, sopra altri archi più piccoli, che ho ritratto.
Ne avevo scritto a Sergio e lui dopo aver fatto tutte queste foto che indicano anche la data del giorno nel quale le ha aveva scattate, mi ha scritto:
Putto morso da un serpente, non c'è, ma quello con il serpente è un guerriero, forse "Perseo" (Ipotesi non avvalorata da alcuna ricerca).
Ancora una volta grazie a Sergio Piovesan per le foto. Tutte le foto di questo post sono fatte da lui.
четвъртък, 11 ноември 2010 г.
le vere da pozzo di palazzo Gradenigo
Grazie a Sergio Piovesan e AnnaLivia
cortile interno, palazzo Gradenigo in Rio Marin
© foto di Sergio Piovesan

cortile d'ingresso da Calle Bergama, palazzo Gradenigo in Rio Marin
© foto di Sergio Piovesan
cortile d'ingresso da Calle Bergama, palazzo Gradenigo in Rio Marin
© foto di Sergio Piovesan
Le foto di Sergio Piovesan sono pubblicate nel suo sito www.piovesan.net nella rubrica I pozzi e le vere da pozzo a Venezia

© foto di AnnaLivia pubblicata nel suo blog Mes Carnets Vénitiens
cortile interno, palazzo Gradenigo in Rio Marin
© foto di Sergio Piovesan

cortile d'ingresso da Calle Bergama, palazzo Gradenigo in Rio Marin
© foto di Sergio Piovesan
cortile d'ingresso da Calle Bergama, palazzo Gradenigo in Rio Marin© foto di Sergio Piovesan
Le foto di Sergio Piovesan sono pubblicate nel suo sito www.piovesan.net nella rubrica I pozzi e le vere da pozzo a Venezia
© foto di AnnaLivia pubblicata nel suo blog Mes Carnets Vénitiens
сряда, 10 ноември 2010 г.
L'arco, il portone e il giardino di palazzo Gradenigo
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