сряда, 21 юли 2010 г.

I nuovi pontili (foto di Brigitte Eckert e Fausto Maroder)

Due giorno fa ho visto il post Neue Vaporetto-Terminals nel blog di Brigitte Unterwegs in Venedig e mi sono ricordata l'amarezza con cui era pieno un vecchio post di Fausto nel quale parlava del pontile in costuzione che sarebbe facilitato il sistema di trasporto acqueo in città per conto delle vedute. Ma Venezia è stata prima la città dei mercanti e poi dei veduttisti...

A Burano il nuovo grande pontile va benissimo a mio parere. Anche a Lido non è male, ma sulla Riva vicina a San Marco e sulla Riva degli Schiavoni un pontile moderno è una vergogna per quelli che l'hanno concepito e realizzato.

© foto di Brigitte Eckert

Eccolo anche il nuovo pontile alla Riva degli Schiavoni di fronte alla Chiesa di Pietà. Ma non quelli che volevano facilitare l'arrivo dei turisti a Venezia sono stati spietati. Se ne fregavano dell'architettura e dell'aspetto di questa bellissima parte della Riva... Sono contenta che nelle mie foto d'estate non c'è questa cosa moderna di vetro...

© foto di Brigitte Eckert

http://venedig-ebb.blogspot.com/2010/07/neue-vaporetto-terminals.html

Mi ricordavo un post di Fausto della fine di febbraio sulla cosruzione del nuovo pontile sulla riva vicina a San Marco, enorme, tra quella tortina dell'ex caffeteria neoclassica in marmo bianco che sempre mi chiedevo cos'era e l'inzio del viale dei Giardinetti ex Reali. Quello era uno dei primi post di Fausto che avevo letto e me lo ricordavo benissimo perché mi dispiceva molto il fatto si costruiva un "terminal" lì dove non doveva esserci. Mi ricordavo quello che aveva scritto Fausto: "Questa è una Venezia che sacrifica la propria bellezza alle esigenze del turismo" e la cosa mi ratristava. Ora, sempre di Fausto, so che questo pontile è già in uso, ed immagino che venga usufruito dei batelli di Alilaguna. Tra l'altro mi chiedo se ancora linea 1 ha la fermata San Marco di fronte all'Harry's Bar o i turisti sbarcano sul nuovo pontile per andare in San Marco. Se non me lo dirà nessuno, lo capirò a settembre. Nel suo post Nuovo Pontile a San Marco pubblicato il 25 febbraio 2010 nel suo Alloggi Barbaria Blog .

© foto di Fausto Maroder

© foto di Fausto Maroder

© foto di Fausto Maroder

Fausto consigliava i suoi fedeli lettori di tenere le loro vecchie foto del Bacino di San Marco con vista l'isola di San Giorgio Maggiore e Punta della Dogana, dicendo che in futuro di quelle foto non si avrebbe potuto fare. Vedendo le foto di Brigitte mi è venuta voglia di rivedere le mie foto del settembre 2008, quando la cosrtuzione del nuovo pontile forse era solo in programma. Allora la Punta della Dogana e le cupole di Santa Maria della Salute erano avvolte in impalcature e non le ho fotografate, ma qui allego le foto dell'isola di San Giorgio.


Abbiamo fatto queste foto la prima volta quando con mio mari siamo arrivati a Venezia a settembre 2008 e le ho scattate dopo essere scesi dal vaporetto. Ce l'abbiamo in archivio del computer anche un video che mi è piaciuto molto rivedere una volta quando ero proprio giù a scuola, l'ho visto e mi sono sentita molto meglio perché è riuscito a trasmettermi tutta la felicità di quel nostro primo arrivo a Venezia.



la chiesa del Redentore fotografata verso sera


della domenica del Redentore 2009 dalle Zattere

la chiesa del Redentore

Concepito quale stazione finale per la processione del giorno del Redentore, questo capolavoro di Paladio è iniziato nel 1577 e dopo la morte del grande architetto (avvenuta nel 1580 quando lui aveva 72 anni) concluso da Antonio da Ponte nel 1592.


Tempio votivo voluto dal Senato nel corso della grave pestilenza cessata nel 1577, già nel 1578 fu meta della processione che vedeva i dogi raggiungere il tempio su un ponte di barche gettato dall'opposta fondamenta delle Zattere.


La chiesa del Santissimo Redentore, per eccellenza un tempio votivo, dededicato al Redentore si presenta in tutto il suo splendore a chi vi acceda dall'acqua.

La peste, che tra il 1575 e il 1576 avrebbe mietuto più di 50 vittime, imperversava ancora su Venezia quando l'8 settembre il doge Alvise Mocenigo proclamò nella Basilica di San Marco il voto solenne di dedicare un tempio al Santissimo Redentore promettendo che "ogni anno, nel giorno che questa città fosse stata dichiarata libera dal contaggio, Sua Serenità et li successori suoi anderanno solennemente a visitare predetta chiesa, a perpetua memoria del beneficio ricevuto".

Per la benedizione della prima pietra fu scelto il giorno della Invenzione della Santa Croce (3 marzo 1577) e il 21 luglio - dichiarata ormai scomparsa la peste - la processione sul primo ponte votivo fu guidata dal nuovo doge, Sebastiano Venier, l'eroe di Lepanto.

La chiesa fu consacrata dal Patriarca Lorenzo Priuli il 27 settembre 1592.



Quello che più colpisce entrando nel tempio è l'effetto scenografico, l'armonia delle proporzioni oltre la grande luminosità dell'ambiente, caratteristica di tutti gli edifici palladiani, cui contribuisce molto il bianco delle superfici murarie.


L'unica navata (lunga 33,3 m, larga 16,8 m e alta 20,4 m) è sovrastata da una volta a botte articolata in spicchi che lasciano entrare abbondante la luce dalle grandi finestre termali.

La famosissima notte dei "foghi" - "foghi" => "fuochi"

Queste foto della "famosissima notte" come è chiamata per tradizione la notte del Redentore o la notte dei "foghi" me le ha mandate un mio amico che è stato sulla Riva degli Schiavoni (davanti all'Hotel Danieli). Mi ha detto "La posizione non era la migliore ma c'era veramente tantissima gente (i giornali hanno scritto 110 mila persone venute da fuori Venezia)".








Tantissime imbarcazioni di ogni genere, le rive assiepate di gente che cena sulle tavole imbandite o aspetta seduta sui masegni lo spettacolo pirotecnico. Il ponte votivo che unisce Venezia e Giudecca, e poi il pomeriggio del giorno dopo, la domenica del Redentore le regate a due remi.

Il Redentore è una delle feste veneziane più attese dell’anno, una festa che unisce religione e spettacolo. La notte del terzo sabato di luglio le imbarcazioni dei veneziani, illuminate ed addobbate a feste, si riversano nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca per assistere allo spettacolo pirotecnico, mentre il giorno seguente si svolge la cerimonia religiosa, anticipata da una serie di regate a due remi.

Mi dispiace molto che l'anno scorso quando eravamo a Venezia per la festa del Redentore ci siamo persi le regate con puparini e gondole a due remi. Ma il ponte votivo l'abbiamo percorso raggiungendo la chiesa del Santissimo Redentore a piedi. Chi vuole vedere come sono state le regate quest'anno può cliccare sul link verso il blog di Erla Zwingle e leggere il suo articolo in English The Redentore returns.

вторник, 20 юли 2010 г.

un altro sguardo alla festa del Redentore (photo by Alain Hamon)

photo by Alain Hamon

Click here for more and see his video REDENTORE on his blog DESTINATION VENISE

La festa del Redentore (parla il Signore dei Campanili)

"Quando posso vado a vedere i fuochi del Redentore in barca, mi metto ben distante dagli altri natanti, in una zona tranquilla della laguna, dietro all'Isola della Giudecca. Solo così riesco ad apprezzare i giochi pirotecnici della "notte famosissima". Non andrei mai a vederli a piedi, in mezzo alla folla, al caldo. La vera Festa del Redentore, così come l'ho conosciuta, non esiste più. Quando ero bambino i miei parenti mi portavano a vedere i fuochi con la barca a remi, addobbata di luminarie. Le barche si attaccavano l'una con l'altra e ci si scambiavano i piatti della cucina tipica veneziana. Ci si offriva le fette di anguria e di melone o il vino, per il gusto di essere veneziani e di stare in compagnia. Poi tutti assieme ci si metteva a cantare le allegre (o meste) canzoni di Venezia.
Mi potrei adesso attaccare con la mia barchetta ad un barcone che "spara" musica techno a tutto volume?
Certo i fuochi sono sempre più belli, ma è lo spirito della festa, dello stare assieme, del condividere, che se n'è andato.
Per ascoltare a centinaia di decibel le canzoni più famose (ed effimere) dell'estate
."

Queste sue parole mi emozionano, ogni volta che le rilleggo mi comuovo. Non fanno parte della commedia queste parole, ma mi pare che ci sia una confusione, che le dicesse il Sig. Venessian...

le foto di Cleia

molto molto belle!

Cliccate qui per vederne almeno una