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сряда, 5 май 2010 г.

le passaggiate notturne di Daisuke Ido

Fondamenta dei Frari

© photo by Giorgio Ferretto alias Daisuke Ido

Possiamo sapere dove va di notte, chi incontra, che combina? Direi di sì, fa sempre delle foto, percorre lentamente i ponti, cammina senza correre sulle fondamente, non gli sfuge nulla, ha l'occhio sempre attento e l'indice pronto a scattare nel momento giusto... Se continua così potrà cogliere anche quei vandali che di notte in questi giorni sembra che non dormano e fanno delle cose dementi...

Fondamenta de la malvasia vecchia

© photo by Giorgio Ferretto alias Daisuke Ido

вторник, 4 май 2010 г.

In due (photo by Walter Fano)


BV_DSC0648
Originally uploaded by walterfano
il titolo l'ho scelto io,

questa però sarà una sorpresa per tutti quelli che conoscono soltanto "l'altra Venezia" di Walter Fano.

вторник, 27 април 2010 г.

I gatti di Daisuke Ido


Se sei un amante dei gatti clicca qui per vedere tutti i gatti di Daisuke Ido

Infatti non sapevo che lui ne aveva scattati così tanti, non avevo visto la sua Galleria dei Gatti, ne avevo visto alcuni in una collezione varia e già avevo voglia di parlarne.



Beh, non è un mistero che i gatti gli piacciono molto. Per la loro indipendenza, per come si muovono, per come NON si muovono...

A Venezia (e al Lido, dove abita, e alla Giudecca) passeggiando nelle zone meno frequentate capita spesso di vederne, e se può non glieli fa sfuggire... In senso fotografico, ovviamente.

Ha una predilezione per la tinta unita. In particolare, alla faccia della superstizione, trova meravigliosi quelli completamente neri, e preferisce quelli a pelo lungo rispetto a quelli a pelo corto.

Who are you?*

* by The Who

The Who playing Who Are You

Are they really boring?

Già lo sapevo quanto la musica è importante per i fotografi. Me l'ha confermato anche Raffaele Tavano con il suo trittico delle passanti de andreiane (ne parlerò presto).

Вече знам колко е важна музиката за фотографите. Някои снимки ги виждат в музика и има музика, която искат да превърнат в снимки. Получих потвърждение и от Рафаеле Тавано след като видях неговите минувачки, които са замислени така, че сякаш да излизат от една песен, на тях обаче ще се спра на друго място. Тук сега представям котките на Даисуке Идо.

Gatto nero Black cat



Котките на Даисуке Идо (фрагмент от портрета му)

Е, не е тайна, че котките му харесват много, заради тяхната независимост, заради начина по който се движат и начина, по който НЕ се движат...
Във Венеция (и на Лидо, където живее, както и на остров Джудека) ако човек се разхожда из по-малко посещаваните места може да види не една котка и той стига да може, не се оставя да му избягат. Във фотографски смисъл, естествено.
Има предпочитания към онези, които са изцяло в един цвят. Особено, напук на суеверието, намира за великолепни черните и предпочита тези с по-дълъг косъм пред онези с къс.

Biancaneve Snow White


e dentro Arlecchino, quel mosaico pavimentale veneziano detto così perché ricorda il cosume di diversi colori della maschera più famosa della Commedia dell'arte

и вътре "Арлекино", пъстрата венецианска подова мозайка наречена така заради приликата с рацноцветния костюм на най-известния персонаж от италианската комедия дел арте.

Don't answer me*

*by The Alan Parsons Project

per ascoltare la canzione clicca qua

Ако искате да чуете песента трябва да кликнете тук горе.

Tutte le foto pubblicate qui, i titoli e le note con l'asteriscio sono di Giorgio Ferretto alias Daisuke Ido.

Some rights reserved. No commercial use!


Всички снимки, публикувани в този пост, заглавията им и бележките със звездички са на Джорджо Ферето, наричан още Даисуке Идо.

Daisuke Ido

Non resisto e ve lo faccio vedere il finto giapponese di nome Daisuke Ido. Questo è un suo autoritratto eseguito perfettamente da Giorgio Ferretto.

© photo by Daisuke Ido

Tutti i miei amici e lettori bulgari dovranno aspetto che scrivo il suo ritratto in totale per leggerlo in bulgaro.

Всички мои приятели и читатели трябва да почакат да завърша портрета му и когато е готов ще могат да го видят на български. Засега само ще кажа, че Даисуке Идо не е никакъв японец, по паспорт се казва Джорджо Ферето и е от Лидо, дългия и тесен остров, които разделя Венецианската лагуна от Адриатическо море.

понеделник, 26 април 2010 г.

Daisuke Ido nel Sotopòrtego del Filatoio

E si torna nel Sotoportego del Filatoio, Daisuke Ido fissa con la sua macchina da presa il cambio delle stagioni.


"Il portico è lungo e buio, ma la sorpresa alla fine è notevole". Queste parole di Daisuke Ido dovete immaginarle in un fumo come queli dei fumetti oppure dette in un cartone animato mentre il nostro amico dal nome giapponese percorre il sotoportego del Filatoio, la prima volta che è andato lì con l'amata macchina da presa.


I giorni passano, le stagioni cambiano ed eccolo di nuovo, Daisuke Ido è tornato dalle parti di Campo Santa Maria Mater Domini ed entrato nel sotoportego del Filatoio facendo un altro paio di scatti, incuriosito se anche questi avranno successo. Bello il reprise primaverale o estivo, vero?

photos © Giorgio Ferretto alias Daisuke Ido

Da qualche giorno volevo presentarvelo nel sotoportego del Filatoio. A proposito, ho saputo da lui il nome di questo sotoportego che avevo fotografato anch'io nei primi di novembre l'anno scorso.

Proprio qui devo dire che Daisuke Ido è molto genereso, le sue foto belle hanno some rights reserved, cioè si possono usare da persone, non con scopo commerciale ed io posso metterle nel mio blog, ringraziando di tutto il cuore a Giorgio Ferretto, l'anima gemella del magnanimo e simpaticissimo Daisuke Ido che era molto famoso (nonostante che due settimane fa io non lo conoscessi).

събота, 24 април 2010 г.

Daisuke Ido in Corte Veniera

Corte Veniera in Autumn

© photo by Giorgio Ferretto alias Daisuke Ido

Daisuke Ido said: I'll come back in summer

Daisuke Ido non è certo un professionista, nè del professionista ha l'attrezzatura, ma cerca di fare del suo meglio con la macchina da presa.
Vorrebbe fargli piacere il bianco e nero. Su Venezia sta benissimo, e tutte le foto in b/n che vede le trova splendide. Ma lui non riesce a vedere le "inquadrature da b/n". Dipenderà, forse, dal fatto che di rullini così ne ha scattati, forse, un paio. Da ormai 9 anni, poi, è "full digital".
Qualche piccola elaborazione comunque sta cominciando a farla anche lui. Per quanto riguarda il nome e il nickname Daisuke Ido è parte di Giorgio Ferretto da 13 anni, è quasi più abituato a sentirsi chiamare col nick che non col suo nome. Raramente commenta le sue stesse foto. Non è snobismo, è pigrizia.

петък, 23 април 2010 г.

Dodo Veneziano


photo © Dodo Veneziano

Rispetto alla questione cognome, presume che il suo derivi certamente da una qualche lontana discendenza in quel di Venezia, ma si tratta di qualcosa di veramente lontano perchè la sua famiglia seppur dispersa nel mondo ha matrice Sicula e non ha ancora trovato appigli certi sulle origini più lontane.
A Venezia è stato moltissime volte per motivi più disparati, dal lavoro al puro piacere, è una città che al contempo lo affascina e lo terrorizza, e non per l'eccesso di acqua, a quello è abituato pur essendo isolano, ma per una serie di motivi che nemmeno lui sa spiegare, l'odore, la musica ed il colore di Venezia, gli mettono a dosso un po’ di ansia, ripete: pur riconoscendo un fascino ed una bellezza assoluta ed unica.
Per cio che concerne la fotografia, sì ha fatto foto a Venezia, ma ogni qualvolta le rivede, si accorge di quanto avrebbe voluto essere a Venezia alcune centinaia di anni fa ed avrebbe certamente preferito pennellare su tela le sensazioni noir che quel microcosmo esprime, crede che nel mio personale inventario sia un luogo dai tratti incerti e dal fascino celato.
Sicuramente non ha mai desiderato far foto al carnevale di Venezia, perchè per quanto sia ormai evento storico e caratterizante del luogo, non ha mai coinciso con la sua personale idea di Venezia.


La sua risposta corposa delle mie domande era ancora più bella, ma non potendo o volendo pubblicarla qui mi sono limitata di modificare un po' le sue parole, cambiando soprattutto la prima persona in terza. Ma vi assicuro, lui sa esprimersi benissimo con le parole oltre che con le immagini e sto fatto mi affascina ancora di più. Se decido di citarlo, vorrei citare anche quello che citava lui, ad esempio un brano scritto da Baudelaire su Nadar. Se lo leggo, se leggo tutto ciò che aveva scritto (sulla rivista "Fotografo") diventerò senz'altro una vera esperta.

Gli effigiati nel mio libro “Ritratti veneziani”

Lo so che non devo cercarli gli effigiati, lì trovo e basta.

AnnaLivia (il suo velo è il suo nome)
Sergio Piovesan (venessian ancùo e anca doman)
Sig. Bauta e Tabarro (è il nostro Aldo, chi altro?)
Walter Fano (non può mancare il codega personale)
Fausto Maroder (un veneziano, innamorato di Venezia)
Matteo Donazzon (il mio caro e pazzo amico mestrino)
Christian Renzicchi (un attore divino)
Dodo Veneziano (photographer and artist)
un(a) Donà delle Rose (eventualmente, lo/la vorrei molto)
Massimo Cacciari (eventualmente)
Corto Maltese (è un mito sempre vivo)
Daisuke Ido (alias Giorgio Ferretto, per far compagnia a Corto Maltese)
Giorgia Boscolo (la prima donna gondoliere)
Joseph Miotti (performer in piazza San Marco e piazzetta)
uno psicoanalista (il cui nome ho visto su un campanello a sestiere San Marco ma se non lo ritrovo mi dovrò accontentare con Patrizio Campanile o Antonio Alberto Semi)
la bionda violinista dell’orchestra di “Florian” (ancora non conosco il suo nome)
un custode in chiesa (ne ho già uno in mente)
Ornella Vanoni (eventualmente, la vorrei molto)
Ivo Hadzijski (il poeta che ho sposato, gli faccio il ritratto prima o dopo che lo lascio :)

Come li scelgo? Vorrei descrivere le personalità di chi riesce ad emozionarmi.

сряда, 14 април 2010 г.

Calle stretta della Nostaligia

Calle stretta della Nostalgia

Ho letto in un commento sotto un post di Fausto che Ornella Vanoni, nata dove scorreva la Cerchia Interna dei Navigli di Milano, quando li ricoprirono nè provo un tale nostalgia per i canali che in vecchiaia è venuta a vivere a Venezia.
Nel commento di risposta Fausto ha svelato il fatto che Ornella Vanoni possiede un appartamento con vista canale nei pressi di Campo San Barnaba. Devo dire che ho cominciato a pensare a quella signora e alla sua decisione che mi affascinava e già la volevo fra gli effigiati nei miei “Ritratti Veneziani”. Ne parlavo a Ivo, alle amiche, a Rayna e a Valentina che a Milano andava a prendere il cappuccino al Gran Naviglio. Ho lasciato un commento a Fausto proponendogli se la conosce di presentarla come ci aveva presentato il Signore dei Pozzi.

A ciò Fausto ha risposto:
“Emilia, no, non conosco Ornella Vanoni che è una cantante italiana piutosto famosa”. Ed io leggendo la sua risposta fra qualche giorno all’improvviso mi sono ricordata di averla vista una volta in televisione. Saranno stati dieci anni fa, si parlava di un nuovo cd con gli arangimenti di Burt Bacharach e lei, vestita in una camicia o camicetta (?) bianca, elegantissima cantò una bella canzione “Gocce di piove su di me”. Mi ricordavo benissimo sia la cantante che la canzone e confermo quello che aveva detto Jovanotti su di lei. Nella mia memoria si erano incisi il suo stile, la sua voce, le cose che disse, la sua alta classe.
Ed ieri quando capito che quella sig.ra Vanoni (che mi immaginavo senz’altro ricca) era quella straordinaria cantante italiana Ornella Vanoni (già mi ricordavo anche il suo nome) mi sono documentata in internet sulla sua lunga carriera. In Wikipedia ho letto ciò che aveva detto Jovanotti di lei: “La voce della Vanoni è come un profumo. Dopo averla ascoltata ci si sente bene. Immersi in qualcosa di bello che rimane.” Ho visto dei video su YouTube e ho trovato una veramente straordinaria interprete, una cantante semplicemente divina. “Ornella forever” aveva scritto sotto il video della sua canzione più famosa “L’appuntamento” un certo Alex, uno dei suoi grandi ammiratori che conosceva e la canzione originale brasiliana “a beira do camincho”. Se la ascoltate cliccando al link che adesso allego, vi consiglio di leggere i commenti di sotto.

Ornella canta dal vivo L'appuntamento

E poi ho visto un altro video in cui lei canta la stessa canzone tanti anni dopo e parlando degli anni 70 diceva che allora “non c’era la vergogna di manifestare i sentimenti”. Cantava in modo diverso ma la voce ce l’aveva ancora integra e strabella.

Intanto Fausto mi ha scritto:
“Non ho mai visto Ornella Vanoni a Venezia. Il che mi fa pensare che usi quel suo appartamento molto di raro.”



Ornella Vanoni


Isabella Teotochi Albrizzi

Albrizzi all'inizio mi sembrava come dire, diciamo che mi stava simpatica ma ero indifferente al suo modo di scrivere, ma ieri ho desico di fare qualcosa di simile di quello che scrisse lei. Farò anch'io dei ritratti, e presto vedrete la lista degli effigiati. Vorrei molto che Ornella Vanoni fosse fra di loro.