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четвъртък, 2 декември 2010 г.

Le serene che avvertono per l'acqua alta

L'altro ieri, l'ultimo giorno di novembre Sergio aveva scritto nel suo blog di tutto (dal nuovo sfondo in rosso veneziano):
Le previsioni sono di nuovo infauste: domani mattina, alle 7,40 .... 125 cm/sm.
Alle 4 circa suoneranno le sirene : buonanotte!!!


E mi è venuto in mente di farvi vedere due di quelle sirene.

събота, 6 ноември 2010 г.

quanti campanili conoscete?


Io ho riconosciuto tre.

четвъртък, 4 ноември 2010 г.

L'elenco delle amanti veneziane di Lord Byron

(Al centro della composizione) Palazzo Mocenigo dove abitò Lord Byron preso con un pizzico di zoom dal campanile dei Frari



A Venezia si diceva che a Palazzo Mocenigo vi fossero due entrate: una per le ragazze di Castello, l’altra per quelle di Cannaregio. Lo stesso scrittore – in più lettere – fa un impressionante (e probabilmente incompleto) elenco delle sue amanti: ecco emergere così il nome della cantante Arpalice Tarruscelli, “la più graziosa baccante del mondo”; la nobildonna Da Mosta, della quale Byron diceva che gli aveva dato l’unica gonorrea per la quale non avesse dovuto pagare. Ma anche una Lotti, una Spineda, una Rizzato, e poi “l’Eleonora, la Carlotta, la Giulietta, l’Alvisi, la Zambieri, l’Eleonora Da Bezzi, che è stata l’amante, o almeno una delle amanti del re di Napoli Gioacchino”. L’elenco continua con “La Teresina di Mazzurati, la Glottenheimer e sua sorella, la Teresina e sua madre, la Fornaretta (Margarita Cogni, vera regina dell’harem dell’inglese), la Santa, la Caligari, la Portiera, la Bolognese figurante, la Tentora e sua sorella, e molte altre. Alcune di loro sono contesse – scriveva Byron – e altre mogli di ciabattini, alcune nobili, alcune borghesi, alcune di basso ceto, alcune splendide, alcune discrete, altre di poco conto, e tutte puttane”.

La citazione e dal libro di Alberto Toso Fei "I segreti del Canal Grande". Ho trovato questo passaggio tratto dal volume assieme a un altro nel suo sito per trovarlo cliccate qua. Ho cercato nelle lettere di Byron questo elenco e non l'ho trovato, ho scritto ad Alberto Toso Fei e non è riuscito a trovarlo anche lui. Mi ha risposto che l'aveva letto in un libro sul poeta e se ricordava bene si trattava di una lettera che Byron che scrisse nel 1818 l'inizio del "Don Giovanni" nel doppio palazzo del XVI secolo che si trova sul Canal Grande tra Ca’ Mocenigo Nuova e quella Vecchia, avesse mandato a sua sorella!!! Cosa inverosimile.


In una lettera di 8 settembre 1816 scritta a sua sorella da Diodati, vicino a Genevra Byron scriveva: "E se si tratta di tutte quelle amanti, santo cielo, ne avevo solo una" raccontando alla sorella di una ragazza che gli andava dietro dicendo che non era innamorato ma non poteva fare il stoico con una donna che aveva fatto 800 mile di strada per soffoccare il filosofo in lui. E poi nei sue prime lettere da Venezia dall'inizio del 1817 scrive al suo amico Mr Murray che stava benissimo con Mariana (Mariana Segati) che in un'altra lettera del 27 dicembre 1816 scritta allo stesso amico racconta di una serata al teatro "La Fenice" del giorno della festa di Santo Stefano parla della sua dama dall'Adriatico che chiama anche "la mia ninfa dall'Adriatico" che è sempre la sua prima amante di Venezia - Mariana Segati, la moglie di un mercante. Presto citerò quello che Lord Byron scrive sulla fedeltà a Venezia.

сряда, 20 октомври 2010 г.

Scuola Grande di San Rocco dal campanile dei Frari

The Scuole in Venice were lay brotherhoods under the patronage of a Saint protector, striving towards penitence and devotion or taking care of the interests of single arts or professions, or they were associations fot foreign workers in town who needed assistance and to find a job. In 1400 the Scuole were divided into Scuole Grandi and Scuole Minori, totalling about four hundred. Some Scuole (Scuola Grande di San Rocco, Scuola Grande di San Teodoro) still exist nowdays.

The Archbrotherhood of the Scuola Grande di San Rocco, recognized by the Council of Ten of the Republic of Venice in 1478 with its seat in St. Giuliano, then incorporated with another similar association near the Church of Frati Minori (Frari), first moved to St. Silvestro and found its new definitive seat at the beginning of the 16 century.

It is the only brotherhood to have been spared by Napoleonic edict and has continued its activity without interruptions un till modern times. Iy now counts about 350 capitular Brothers (women among them) who assemble in a General Council once a year.

The Archbrotherhood's buildings are the Scuola Grande (visits upon payment), a monumental building dating back to the 16th century, the Church (free entrance) built at the end of the 15th century and reconstructed in the 18th century, and the Scoletta, which was the first seat of the Brotherhood built at the same time as the Church, and now open only on particular occasions.

The building was started in 1515 by Bartolomeo Bon to whom we owe the ground floor. His work was continued by Sante Lombardo (the son of Tullio lombardo) and after 1527 by Antonio Scapagninino who finished the upper part and harmonised the facade with double rows of pillars. Following his death in 1549, the finishing details were executed by Giangiacomo dei Grigi.

The Church of Saint Roch was built between 1489 and 1508 by Bartolomeo Bon, at the same time as the nearby Scoletta. Of the original structure, only the apse and the door, afterwards positioned facing the Scuola, now remain. The rest of the Church was reconstructed in 1725 by Giovanni Scalfarotto.

The facade now existing was erected between 1765 and 1771 by Bernardino Maccaruzzi following the style of the nearby Scuola Grande.

сряда, 6 октомври 2010 г.

Campo dei Frari visto dal campanile

La calle che si vede accanto la tenta verde e le tente rosse è Calle de la Passion

понеделник, 4 октомври 2010 г.

I chiostri dei Frari visti dal Campanile

nel pomeriggio del 3 settembre, un mese fa, prima e dopo di apparire il sole.






vista da uno dei finestrini del Campanile che da sui chiostri. E' stata penultima foto che ho fatto dal Campanile dei Frari, poi la batteria della mia digitale era fuori uso e le foto nel Sottotetto le ha fatte con la sua macchina fotografica Sig. Giandri.

Il complesso dei Frari disegnato da padre Vincenzo Coronelli (1650-1718) per il suo "Singolarità di Venezia, Chiese di Venezia" (circa 1709). Si notano la Basilica ed i tre chiostri che si succedono nell'ordine, da quello più in fondo a quello più prossimo alla Basilica, il chiostro di S. Nicoletto, il chiostro interno, o di S. Antonio, il chiostro esterno, o della Santissima Trinità. Gli orti dei frati circondano il complesso.

Immmgine, link attivo e spiegazione copiate ed incollate dalla pagina Santa Maria Gloriosa dei Frari che fa parte delle Giandri's Homepage, il sito del Sig. Giandri che mi ha portato sul Campanile dei Frari e che mi piace chiamare il mio Professore.

Ed ecco il link che vi porterà al post dedicato alla nostra visita del Chiostro della Trinità in luglio 2009 quando grazie a un evento collaterale della 53 Biennale Fare Mondi Making Worlds con Ivo, mio marito ci siamo entrati senza sapere di aver avuto un'occasione eccezionale di visitarlo.

понеделник, 27 септември 2010 г.

Palazzo Balbi e una curiosità veneziana

La prima foto che vedete è fatta con un po' di zoom dalla cella campaniria dei Frari.

Giuseppe Tassini, l'autore del libro "Curiosità veneziane" narra di come e perché fu costruito palazzo Balbi che come scrive Marcello Brusegan "domina superbamente la volta de Canal (la curva del Canal Grande) dall'Accademia a Rialto. L'autore riporta che Nicolò Balbi, membro del Maggior Consiglio, viveva in affitto in una casa poco distante dal luogo dove sarebbe poi stato costruito il suo palazzo e un giorno, mentre si recava alla sede del Senato veneziano che si riuniva in Palazzo Ducale (nella Sala del Senato), essendosi completamente dimenticato (il buona fede) di pagare l'affitto, fu affrontato in malo modo dal proprietario della casa che affittava che esigeva la pigione. Nicolò Balbi pagò subito il suo debito ma, offeso dall'affronto recatogli pubblicamente, non volle più vivere in quella casa e decise di farsi edificare un'abitazione propria. Lasciata dunque subito la vecchia casa in affitto, nell'attesa che terminassero i lavori del nuovo palazzo in cui intendeva trasferirsi, egli stabilì la propria residenza, con tutta la famiglia, in un grande naviglio ormeggiato per spregio proprio di fronte all'abitazione del suo ex padrone di casa in modo di fargli perennemente ombra.

Una foto nella quale si vede anche il Campanile dei Frari, l'avevo fatta dal pontile di Ca' Rezzonico quando con Ivo, mio marito, abbiamo visitato il Museo del Settecento nei primi di novembre 2009.

Un'altra foto fatta lo scorso novembre quando dopo che abbiamo cenato in "Casino dei Nobili" con Ivo tornavamo nel nostro albergo in Cannaregio vicino a San Marcuola.

Sempre dal vaporetto, foto fatta in uno dei miei viaggi d'autunno.

Una foto che ho fatto a palazzo Balbi dal Canal Grande sabato, il giorno precedente della Regata Storica 2010 quando abbiamo fatto il nostro giro per i canali di Venezia.

Palazzo Balbi, nella mattinata della Regata Storica, la foto l'ho scattata dal vaporetto verso le 11. Dalle finestre di Palazzo Balbi Napoleone Bonaparte, nel 1807, presenziò alla regata che si svolse in suo onore. (Cito il Sig. Brusegan il cui libro "I palazzi di Venezia" leggo e rileggo da quasi un anno).

L'ultima foto che ho fatto al palazzo Balbi dal vaporetto (la più veloce Linea 2) il 7 settembre quando smontavano la Machina ed io lasciavo La Serenissima per tornare a Sofia dove abito, scrivo e sogno. (A Venezia non riesco a scrivere, sono troppo presa di guardare e fotografare. Meno male che ogni tanto avevo la batteria della digitale sfinita, così ho visto molte cose che se fotografavo non vedevo.)

събота, 25 септември 2010 г.

Prendere il sole in altana e le ombre dei palazzi

Ammetto che ho visto le ombre dei palazzi nel Canalasso dopo, nelle foto. Dal vivo c'erano tante tante cose da vedere.

Ormai l'estate è finita e la piscina gonfiabile che vedete su un'altana non ci sarà più. La userano di nuovo forse la prossima estate e sarano veramente pochi quelli che la vedranno.

Sull'acqua del Canal Grande sono visibili le ombre dei palazzi della riva destra.

Questa è l'ultima foto che ho fatto dalla cella campanaria dei Frari

Grazie al Sig. Giandri che sapeva tutto della Santa Maria Gloriosa dei Frari e che era andato a parlare con il Sig. Parrocco. Così è stata possibile questa salita con permesso speciale che rimarrà per sempre uno dei momenti più speciali che ho vissuto a Venezia.

неделя, 19 септември 2010 г.

Campo San Tomà

Campo San Tomà è di belle proporzioni, a forma rettangonale. Vi si fronteggiano i prospetti della ex Scuola dei Calegheri (calzolai) del sec. XV e della chiesa di San Tomà, ormai chiusa per culto.

La ex Scuola dei Calegheri che vedete sullo sfondo della prima foto ha sulla facciata un bassorilevo con la Madonna della Misericordia - la solita sembre bella immagine della Madonna col mantello aperto che protegge i devoti raccolti in preghiera. Oggi la ex scuola dei Calegheri (in venexiano i calzolai) è la biblioteca pubblica del sestiere di San Polo. L'estate scorsa con Ivo ci siamo entrati e abbiamo visto che all'interno conserva begli affreschi quattrocenteschi.

Campo San Tomà con la facciata bianca della chiesa ripresi con un pizzico di zoom dalla cella campanaria dei Frari

ed ecco un'altra foto che mostra la distanza reale

La chiesa di San Tomà (San Tommaso), fondata nel sec. IX ha le forme attuali nel sec. XVIII e deve la facciata a Francesco Bognolo (1742).
Chiusa al pubblico, è spogliata degli arredi.

Palazzo (o Ca') Garzoni

Non so se avete notato il palazzo con le impalcature bianche nelle foto dal volo d'uccello del post precedente. Vedendolo dal campanile dei Frari, sapevo quale anche se il nome non avrei potuto ricordarmelo al momento. Però sapevo che era uno dei palazzi che mi piacevano sul Canal Grande, sulla riva sinistra - un grande palazzo gotico, Palazzo o se preferite Ca' Garzoni.


Il nome l'avevo saputo dal libro "I palazzi di Venezia" di Marcello Brusegan. Ecco che cosa scrive lui in questo suo libro:
Si tratta di un grande palazzo gotico, costruito verso la metà del XV secolo, che ha subito, però, numerosi e pesanti rimaneggiamenti. Il prospetto sul canale è molto suggestivo, con un grande portale d'acqua rinascimentale chiuso da arco a tutto sesto con protome in chiave d'arco, due eleganti quadrifore archiacute tra (le solite) coppie di monofore, con balcone continuo, sui due piani nobili (si notino al primo piano le belle colonne di marmo rosso alternate a quelle bianche in pietra d'Istria).

A livello dell'ultimo piano, al centro, si può notare l'unica caratteristica di novità in questa ordinatissima e regolare facciata: sono i due amorini che sorreggono uno scudo, peraltro completamente scalpelato.

Proprio questi due amorini mi affascinavano ogni volta che ci passavo in vaporetto e li vedevo.

Sig. Brusegan scrive anche che il palazzo è oggi la sede della facoltà di lingue dell'Università di Ca' Foscari, ma io l'estate scorsa ne avevo dei dubbi. Sembrava proprio un palazzo in vendità. Vedremo dopo che sarano tolte le impalcature cosa sarà.

Ecco in questa foto (fatta con un po' di zoom) dal volo d'uccello vedete Palazzo Garzoni, affacciato sulla riva sinistra del Canal Grande, dalle impalcature bianche.

Due foto prima di lasciare il Canalasso (Canal Grande) per entrare in Rio Ca' Garzoni che dopo la Piscina San Samuele diventa Rio de S. Anzolo


Ma chi erano I Garzoni?

Parla il Sig. Brusegan:
I Garzoni, provenienti da Bologna, approdarono a Venezia nel 1289 e vennero iscritti al Maggior Consiglio, cioè ottennero la nobiltà veneziana, nel 1381. Essi, inizialmente, abitarono nella zona di San Polo e solo nel corso del Seicento acquistarono questo palazzo. Dei Garzoni che qui abitarono meritano menzione almeno Pietro, che fu storiografo della Repubblica e che possedeva una ricchissima biblioteca e Girolamo, suo fratello, morto eroicamente nel 1688 durante la difesa di Negroponte dall'assedio turco.

Il Campanile di San Marco visto dal Campanile dei Frari

Questa è la seconda foto, con il Campanile di San Marco e quello di San Giorgio Maggiore. Devo essere sincera e vi confesso che nel primo momento mi sono confusa e pensavo che il Campanile di San Giorgio Maggiore fosse quello di San Marco, subito dopo ho visto anche El Paron.

l'obligo dello zoom per El Paron che dal cella campanaria dei Frari (without zoom) sembra un più un fratello, che El Paron di casa. Il palazzo bianco con le tre fineste in forma di archi a tutto sesto allungati è la parte da dietro del "fiore del gotico fiorito sul Canal Grande" Palazzo Pisani Moretta. Quelli sono le finestrone dello scalone interno progettato da Andrea Tirali che introduce al portego trasformato la metà del Settecento in salone da ballo. Questo scalone e il salone da ballo erano voluti da Chiara Pisani e i due suoi figli uno dei quali fu procuratore di San Marco. Quando il palazzo che era in stato di forte degrado passò in eredità di Chiara, la figlia dell'ultimo discendente maschio del ramo Pisani Moretta, lei decise di abbattere la scala gotica esterna nel cortile di accesso da terra per far posto di questo scalone che risponde anche oggi durante il Ballo del Doge in Palazzo Pisani Moretta - uno degli eventi ogni anno del Carnevale di Venezia e durante le altre feste private che si organizzano lì. Noi lo vedremo nel film "The Turist" con Jonny Depp e Angelina Jolie.

Non mi piace molto usare lo zoom, perché lo zoom non trasmette quello che l'occhio vede, offre una versione "migliorata" della vista umana e dà sensazioni modificate per lo spazio e la distanza, ma lì, un po' l'ho usato, così per variare le vedute (guardate l'ultima foto di questo post, è fatta anche essa con un pizzico di zoom), nonostante che la mia digitale non sia potente e non mi permetta di fare belle foto con lo zoom.