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четвъртък, 11 август 2011 г.

un altro brano del racconto per Bianca Cappello e Rio terà S.Aponal

Bianca Cappello, disegno d'autore Paolo Mameli

Non si era mai considerato un fedele devoto, anche se provava una tremenda paura dell’inferno, e in genere seguiva le funzioni religiose solo saltuariamente, ma da quel momento aveva iniziato ad assistere regolarmente a tutte le messe domenicali in quel di Sant’Aponal, come usavano chiamare la chiesa di Sant’Apollinare in quella bislacca città. E sistematicamente la vedeva comparire,  sempre con abiti bellissimi e l’inseparabile fantesca accanto. Il padre presenziava di rado, sempre in giro per la città o nei dintorni per curare i propri affari.

Mentre continuava a guardare il riflesso della luna, a Pietro ritornò in mente la sera di Natale dell’anno prima quando, illuminata dalle tremule luci di centinaia di candele, era entrata in chiesa assieme al genitore e alla matrigna vestita di un abito chiarissimo i cui ricami d’oro rilucevano ad ogni passo; sulla nuca portava i capelli raccolti in un’elegante crocchia che pareva anch'essa di oro fino. Un sottile filo di perle le adornava la fronte, candida e pura come lo zibellino che foderava la lunga sopravveste color del cielo.
Bartolomeo Cappello non l’aveva degnato di uno sguardo, tutto intento a salutare altri nobili veneziani che l’avevano preceduto, mentre la matrigna pareva che fosse venuta lì solo per farsi ammirare. Bianca, però, l’aveva subito notato ed al suo saluto gli aveva risposto con un sorriso: per un momento Pietro non aveva più visto in lei la ricchissima dote ma solo la ragazza dei suoi sogni.
 
da "La pericolosa e incredibile fuga di Bianca Cappello" di Paolo Mameli

Rio terà S.Aponal - frutto di un rio interrato (foto di Paolo Mameli)

вторник, 19 октомври 2010 г.

Rio terà dei Assassini e libreria Bertoni

La vetrina della libreria Bertoni e l'inizio di Rio terà dei Assassini


Significato della parola "Assassino"

Assassino è una parola di origine arabica, e Assassini si chiamavano al tempo delle crociate i seguaci di Hassan-Sabah. Sembra che questa parola, di cui abbiamo traccia sotto la forma di "Heississini", venga dall'arabo Hashish, con cui s'indicava una preparazione fatta con sostanze vegetali, la quale produceva una specie di alterazione estatica. Probabilmente venne associata all'omicidio dal momento in cui, nell'antichità, i più efferati delitti venivano quasi sempre compiuti da persone alterate dall' hashish.
Vi fu anche un tempo in cui, per mostrare fedeltà ed osservanza ad una persona, si diceva: "sono vostro assassino", come si sarebbe detto più tardi: "son servo vostro".


Perchè "Rio Tera' degli Assassini"

Le caratteristiche strade strette veneziane, con passaggi obbligati, costituivano un tempo il luogo ideale per aggressioni, omicidi e rapine. Prima dell'interramento del canale, in prossimità dell'Osteria, era presente il Ponte degli Assassini, così chiamato per i frequenti omicidi compiuti a scopo di rapina ai danni delle persone che, scegliendo queste strade nascoste per non farsi notare, si recavano, con le sacche piene di denari, a frequentare le cortigiane dell' adiacente Calle della Mandola
.

Due spiegazioni trovate sul sito dell'Osteria Ai Assassini
http://www.osteriaaiassassini.it/

la fine del Rio terà dei Assassini l'avevo fotografata d'estate 2009 e se cliccate qui potete vedere le foto.

събота, 2 октомври 2010 г.

tre foto di Jana dal Ponte del Parucheta

Rio terà primo o prima del Parucheta (Attenzione nella foto a sinistra la rete verde del campo da tennis privato, sempre in uso da quando viene cosruito nel 1920 da un ingegnere di Venezia per i figli.)

Rio de San Giacomo dall'Orio dal Ponte del Parucheta che collega sestiere di San Polo e sestiere di Santa Croce. Una volta da questo tratto di questo rio (a destra nella foto) si poteva entrare in Corte del Tagiapiera (ormai non si può, il livello dell'acqua si è alzato con una sessanta di centimetri e le scale d'accesso son rimaste sotto l'acqua)

E sempre Rio de San Giacomo dall'Orio che con il ponte che porta al Campo San Boldo.

сряда, 29 септември 2010 г.

La doppia viabilità di Venezia

Grazie a Sergio Piovesan

La configurazione urbanistica della città di Venezia è caratterizzata in modo particolare dalla doppia viabilità, terrestre ed acquea. La viabilità terrestre è formata da calli, salizzade (le prime vie selciate), campi, campielli, rii terà (canali interrati), fondamente (le strade a fianco dei canali) e ponti. La viabilità acquea è data, invece, dai canali, quelli esterni che solcano la laguna e quelli interni più grandi (Canale della Giudecca, Canal Grande e Canale di Cannaregio) e dai “rii”, in genere canali più stretti. Alcuni, più piccoli, assumono il diminutivo di “rielo” o di “rio menuo” (rio minuto). Canali e rii hanno quasi tutti un andamento sinuoso in seguito al fatto che si trattava di rami del delta del fiume Brenta.
Sergio Piovesan, "I rii di Venezia", una sezione del suo sito www.piovesan.net

сряда, 28 юли 2010 г.

Commedia Atto IV, scena 2 (Antico Giorgione)

In questa scena del IV atto della commedia vediamo una Signorina Aspirante Cuoca e il Padrone della Casa nella quale dicono nei primi anni del '500 abitavasse il grande pittore Giorgione o Giorgio di Castelfranco. Il Padrone della Casa nella commedia, tra l'altro, è anche il Proprietario dell'osteria "Antico Giorgione".

Ora, vediamoli per prima volta questi due nuovi personaggi in campo San Silvestro. La Signorina tiene in mano una piccola videocamera e mentre parla con il proprietario riprende il campo d’impianto regolare. Una volta messa in scena la commedia potremmo vedere su uno schermo dietro i personaggi queste riprese :)

Photo credit: http://www.panoramio.com/photo/26907590



La Signorina:
Questo luogo ha avuto un certo rilievo nella storia dell’arte perché si pensa che qui vicino abbia abitato il grande pittore Giorgione! La guida di Touring Club Italiano cita proprio numero 1022...

Il Proprietario:
Se parliamo delle guide per i curiosi dovrei precisare che nella guida Mangiarotti, una bella guida inerente alle principali attività commerciali a Venezia, fin dal 1882 viene indicata la trattoria “ Al Giorgione” esistente a San Silvestro in rio terrà ai civici 1022b e 1040.

La Signorina:
Rio terrà vuol dire un rio interrato, infatti il rio c’era una volta ma ora il ricordo di esso si è corservato solo nel nome “rio terrà”, giusto?

Il Proprietario:
Il rio scorreva di fronte e sul lato sinistro della chiesa. Infatti, fu interrato solo nel 1845 come ricorda una lapide murata su di una casa di Rio terrà Sant’Aponal: “chiusi tre rivi – distrutti tre ponti”


Photo: The Churches of Venice

La Signorina:
“Chiusi tre rivi – distrutti tre ponti” Che bello farlo ricordare con una lapide! Vorrei riprenderla questa lapide poi. Ma lei conosce perfettamente la storia del campo!

Il Proprietario:
No, perfettamente è esagerato, so quando fu aperta l’osteria "Al Giorgione". (sorride)

(I due camminano verso la facciata della chiesa e Riò terrà San Silvestro)

La Signorina:
Immagino dopo l’interramento del rio e la distruzione dei tre ponti...

Il Proprietario:
Esatto, l’interramento diede possibilità ai palazzi che si affacciavano di sfruttare il nuovo spazio che si era venuto a creare e così nel 1880 l’osteria “Al Giorgione” fu aperta.

La Signorina:
Però si sa da chi fu aperta?

Il Proprietario:
Sì, fu aperta da da Domenico Cominotto, friulano, in società con un veneziano di nome Seraglia.. proprio qui al pianterreno del palazzo Valier – Bembo, locale di proprietà dello stesso Seraglia..

La Signorina:
Quandi i soci erano un friulano e un veneziano che volevano sfruttare la nuova via sorta dall’interramento del rio prospiciente.

Il Proprietario:
Esatto... Alcuni anni dopo, grazie all’andamento finanziario, quel friulano Domenico Cominotto decise di aprire una succursale al Ponte dei Gesuiti e la diede in gestione ad un'altra persona, un tale Pietro De Cesco.

La Signorina:
Ma l’osteria qua si chiamava dall’inizio “Al Giorgione”?

Il Proprietario:
Sì, in passato l’opinione diffusa era che il palazzo fosse stato l’abitazione del Giorgione e che, di conseguenza, gli stessi affreschi dentro fossero opera sua...

La Signorina:
Poi entriamo a vedere quegli affreschi..

Il Proprietario:
Sì, gli affreschi ci sono ancora, li abbiamo restaurati ma non sono opere del Giorgione, sono d’età più tarda...

La Signorina:
Dunque quello che aprì l’osteria...

Il Proprietario:
Quando Domenico Cominotto decise di aprire l’osteria era, però, persuaso che il Giorgione fosse un Barbarella ed avesse abitato e affrescato il palazzo.

La Signorina:
Sta scherzando Lei! Sempre nella guida di Touring Club Italiano ho letto che per altri l’onore toccherebbe al vicino palazzo numero anagrafico 1091..

Il Proprietario:
In realtà in una guida degli anni '50 si descrive l’area nei seguenti termini: “Rio terrà S. Silvestro al n. 1022 di fronte alla facciata della chiesa Palazzo Valier ( secolo XVI) già ornato di affreschi scomparsi, di Taddeo Longhi (sec. XVII) supposta dimora di Giorgione, che forse potè invece abitare nella casa al n. 1091.”

La Signorina:
Ah, ecco perché...

Il Proprietario:
Ma a me piace pensare che il Giorgione abitasse proprio nel palazzo nel quale si trovava l’osteria “Al Giorigone”.

La Signorina:
Come piaceva pensarlo anche al primo gestore quel friulano di nome..

Il Proprietario:
...Domenico Comminotto che nel frattempo, divenne unico proprietario e aprì una seconda succursale nella popolare via Garibaldi a Castello.

La Signorina:
Direi che il nome del Giorgione abbia portato fortuna dell’osteria...

Il Proprietario:
Sì, poi nel primo decenio di Novecento Domenico Cominotto moriva e la moglie si ritirava dall’attività chiudendo l’attività, ma l’osteria, dato il successo avuto, fu riaperta da Angelo Bisato di Noventa Padovana solo alcuni anni a seguire.

La Signorina:
Adesso entriamo!

(Entrano)

Il Proprietario:
Per sentito dire, questa è un'osteria ancora nel passato, poi confermato da ricerca storica.

La Signorina: (sempre riprendendo con la videocamera in mano)
Possiamo spostarci vicino a quel portone bellissimo?

Il Proprietario:
Volentieri!

(si spostano)

Il Proprietario:
Questa è una porta d'acqua del '700. Lì (indica l'ingresso dell'Osteria) avevamo un rio che da Canal Grande andava a finire al Ponte Storto. I nobili che abitavano questo palazzo accedevano e andavano direttamente nell'androne.


La Signorina:
Infatti l’osteria dopo l’interramento del rio fu aperta nell’antico androne della porta d’acqua!

Il Proprietario:
E' stato interrato nel 1845 e qui nel 1880 diventa un'osteria. E la porta d’acqua del '700, l’abbiamo restaurata e l’abbiamo messa qui!

La Signorina: (guardando e riprendendo con la camera anche le pareti)
E ci sono anche degli affreschi!

Il Proprietario:
Qui abbiamo tutte decorazioni del 1700, (indica sotto il soffitto), vecchi marmorini del '700, e in sala - affreschi dell'800. L'unica cosa nuova è quel lampadario fatto dal maestro Fornasier da Murano che io ho battezzato "i cigni" perchè hanno il becco e il collo come i cigni.

La Signorina:
Sì, veramente.. Impressionante!

Il Proprietario:
Sotto abbiamo trovato dei pozzi - un pozzo del 1300, facciamo un libricino in cui metteremo tutto quello che abbamo trovato.

La Signorina:
E la gente che viene a mangiare in questa autmosfera trova...

Il Proprietario:
Trova un’abbondante offerta gastronomica che punta alla qualità eccellente degli ingredienti, rigorosamente freschi e di stagione..

La Signorina:
Ma qui si può mangiare anche la carne, non solo il pesce, vero?

Il Proprietario:
Se uno ama la carne, trova anche la carne, non ci sono problemi. Però, questa è una città di mare e pertanto - il pesce comanda!

La signorina: (ripete contenta)
E pertanto – il pesce comanda!

Il Proprietario:
Il pescato è sempre di giornata, scelto personalmente con cura dallo shef tra i banchi dei pescatori al mercato del vicino Rialto.. Le carni sono cotte a bassa temperature e sotto vuoto. (sorride) Occhio di riguardo per i ciliaci!

La Signorina:
Adesso entriamo anche in cucina...

Il Proprietario: (aprendo la porta della cucina)
Le verdure, rigorosaente di stagione, fatte venire appositamente dalle coltivazioni delle isole della laguna..

(Entrano in cucina)

Il Proprietario:
Eccoli il nostro Chef ed i suoi autanti.

La Signorina:
Buongiorno a tutti!

Tutti le sorridono e rispondono in sincrono:
Buongiorno!

La Signorina (avviciandosi allo Chef con la camera in mano):
Quali sono le difficoltà di questo lavoro?

Lo Chef:
Ci vuole tanta passione e sono tante le ore lavorative. Non puoi decidere di fare il cuoco a 6 ore. Impossibile. Devi fare il cuoco a tempo pieno a discapito della famiglia, delle morose che ti mollano continuamente...

La Signorina:
Confermano tutti?

Tutti ridono e annuiscono in sincrono:
Sì, sì. Sì!

La Signorina:
Allora si fa la moglie - vice cuoco o alla cassa...

Tutti ridono di nuovo e rinnegano questa possibilità in sincrono:
No, no, no!

Il Proprietario:
Mai lavorare insieme alla propria moglie. Mai, mai, mai. La peggior scelta che uno possa fare. (dicendo questo esce dalla cucina)

(La Signorina Aspirante Cuoca sorride e non commenta. Tanto, è ammessa lì dove le mogli sono persone non grate e riprende quello che fa lo Chef.)

(Entra il cameriere ed aspetta dei piatti pronti)

Il Cameriere:
Aspetto la battuta.

Lo Chef: (dando un occhio alla camera, intanto preparando qualcosa)
Pensa che Venezia commercializzava lo storione col mar Nero - lo chiamavano moron. Veniva portato dove c'è il Castello, lì c'è un'area che si chiama Tana. Lì veniva commercializzato secco per portarlo nelle imbarcazioni nei lunghi viaggi - un cibo da nave, da barca.

Il Cameriere: (con un pizico di rimprovero)
Tu parla con la Signorina...

(Lo Chef continuando quello che faceva non gli risponde nulla ma infatti non riesce a nascondere l’imbarazzo)

(Entra il Proprietario)

Il Proprietario: (sorridendo alla Signorina Aspirante Cuoca)
Contenta?

La Signorina:
Contentissima!!!

събота, 27 февруари 2010 г.

края на rio terrà dei Assassini

мястото, откъде снимам някога е било канал, впоследствие засипан с пръст и превърнал се в свърталище на наемните убийци - rio terrà degli (или за по-просто, по венециански) dei Assassini

края на Рио тера деи Асасини (на убийците) при рио ди Сан Лука, който аз наричах "пътя на гондолите"
отсреща е нашия хотел "Чентауро" (Кентавър) откъде същата сутрин снимах от балкона на салона за закуска боклуджийската барджа, която изчакваше събирането на боклука от Рио тера дели Асасини




петък, 26 февруари 2010 г.

названието rio terrà

rio terrà e канал, пардон, rio запълнен със земя, воден път превърнат в сухоземен, някогашен канал заживял втори живот по необходимост като calle.

Двойното r в думата terra (земя) не се изписва по табелите с черни букви на бял фон във Венеция наречени nissioetti (мисля, че тази дума на венециански означава кърпи или чаршафи)

Рио терà секондо (втори рио терà) в сестриере Сан Поло и края му в Рио ди Сан Болдо


не знам доколко се вижда как свършва там зад лодката със светло синьо покривало