събота, 13 август 2011 г.

cominciarono a leggere alcuni sonetti d'amore

Bianca indossava un abito da casa di un verde chiarissimo che, nonostante l’apparente semplicità, rivelava una certa ricchezza sia nella qualità della stoffa che nella cura dei dettagli. La giovane aveva i capelli raccolti in una lunga treccia fissata con un nastro anch’esso verde e teneva in mano una bugia dorata la cui candela illuminava la sua pelle liscia e chiara come alabastro. Pietro le si avvicinò e, quasi senza pensarci, le sfiorò una gota con il dorso della mano: «Sei bellissima!» sussurrò con sincerità e la ragazza per un attimo si schernì per poi aprirsi in un sorriso civettuolo. «Potremmo leggere qualcosa.» disse indicando un vecchio volume che si trovava su di un tavolo lì vicino prima che Pietro le si potesse avvicinare di più. Il giovane capì subito che non era il caso di insistere e stette al gioco: com’era accaduto tanto tempo prima in casa della vecchia Gritti, cominciarono a leggere alcuni sonetti d’amore, ma per loro in quel momento quei versi assumevano un significato assai più profondo.
Bianca aveva una luce magica negli occhi che rendeva inquieto Pietro: se da una parte aveva voglia di gettare a terra il libro e stringere a sé quella fanciulla eterea, dall’altra sentiva il dovere di trattenersi dal fare cose che avrebbero potuto urtarne la suscettibilità rovinando tutto.
Trascorsero così un paio d’ore fatte di sguardi, di buone letture e di cauti e apparentemente casuali sfioramenti finché la corpulenta figura di Cattina non irruppe a spezzare l’incantesimo.
«È meglio se ora ve ne andate. - disse rivolgendosi a Pietro con aria scaltra - Ho controllato e mi sembra che in strada non ci sia nessuno. Sarà tuttavia bene che stiate attento: non sia mai che qualcuno vi scorga uscire da questa casa a quest’ora!»
«Non temete, Cattina! - rispose Pietro col sorriso astuto di chi la sa lunga, prima di voltarsi a salutare Bianca - E non temere nemmeno tu: nessuno saprà il nostro segreto.»
«Su, dai, muovetevi! Se la signora rientra, è in genere proprio attorno a quest’ora!» insistette la fantesca sottolineando le parole con un leggero quanto eloquente battito di mani.
«Vado, vado! Buonanotte, Bianca!» disse Pietro alzando le mani in segno di resa e avviandosi verso la porta.
La ragazza pareva frastornata, quasi incapace di rispondere. Poi, d’un tratto, con una breve corsa lo raggiunse e, con suo sommo stupore, gli diede un fugace bacio sulla guancia prima di scomparire nel buio corridoio. Cattina non commentò, ma i suoi occhi astuti erano assai eloquenti.

da "La pericolosa e incredibile fuga di Bianca Cappello" scritta da Paolo Mameli


Bianca Cappello effigiata d'autore Paolo Mameli con la penna elettronica che lui sa usar bene

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