неделя, 29 август 2010 г.

Commedia, Atto III, scena 6 (certi veneziani)

La scena è ispirata da un recente post di Fausto Maroder pubblicato nel suo ABB (Alloggi Barbaria Blog) e da un altro post di Sergio Piovesan, pubblicato circa due mesi fa nel suo blog di tutto. I due post in questione sono certamente linkati nel testo, tutti e due. Se cliccate sulle parole in altro colore, potete vedere anche le foto delle cose di cui parlano i personaggi. Grazie ai miei cari amici Sig. Venessian e il Signore dei Campanili di avermi ispirato e collaborato con le sue parole venessianissime.

Questa scena me la immagino davanti al "Bacaretto da Lele" verso sera in campo dei Tolentini che si affaccia sul rio con una inusuale balaustra di pietra. Accanto alla balaustra vediamo il Signor Venessian e la Signora Straniera con l'ombra in mano. In un certo momento arriva anche il Signore dei Campanili.

Il Signor Venessian:
Vorrei indicare alcune cose che NON devono fare i veneziani. Proprio fuori dal mio portone, già ieri mattina, ho trovato parecchie assi di legno che sono resti edilizi (in veneziano "rovinassi"), che qualche maleducato, incivile e "tanto altro" veneziano ha pensato bene di abbandonare in questo pezzo di fondamenta, ovviamente lontano da casa sua.

La Signora Straniera:
(ride) Lo so che non è da ridere, la Lei lo racconta in modo così divertente!

Il Signor Venessian:
Ora i rovinassi resteranno ben posizionati per parecchi giorni in quanto i netturbini - che pure attraccano la barca proprio lì vicino - non li porteranno via perché non sono immondizie e neppure materiale (carta, vetro e plastica) interessato alla raccolta differenziata.

La Signora Straniera:
Forse riderà a me, ma mi affascina come si raccoglie la spazzatura a Venezia.

Il Signor Venessian:
Tuttalpiù può considerarsi materiale ingombrante e quindi basta prendere appuntamento con gli operatori del servizio che, gratuitamente, provvederanno all'asporto dal piano terra del domicilio del richiedente; però, ... troppa fatica per una telefonata; e poi, tenerselo in casa propria o nell'entrata... E' molto meglio abbandonarlo vicino alla porta di qualcun altro! Chi se ne frega del prossimo!

La Signora Stranera:
“Chi de ne frega del prossimo!” sarà la variante negativa del detto per eccellenza cristiano “Ama il prossimo” (ride)

Il Signor Venessian:
Avrei altri epiteti per questi individui, ma non vado oltre per non scendere nel turpiloquio!

La Signora Staraniera:
Turpiloquio! Adoro questa parola! L’ho imparata da Lei!

Il Signor Venessian:
Sempre questa mattina, ho visto i sacchetti della spazzatura abbandonati il sabato sera (la domenica non c'è la raccolta), sempre da qualche veneziano al quale vanno tutti gli epiteti di cui sopra; ovviamente chi ha depositato in questo luogo lo ha fatto di proposito perché lontano dalla porta di casa sua!
In più ci si mettono anche i gabbiani che rompono i sacchetti per cercare da mangiare.


La Signora Straniera:
Sì sì, i gabbiani fanno peggio dei veneziani! (ride) Ed anche peggio dei turisti!

Il Signor Venessian:
Sono due cose che NON devono fare i veneziani che, però, almeno certi veneziani (che fanno rima con " ... morti cani") le fanno quotidianamente. Una mattina ho appurato personalmente che un "distinto" signore, con portatile al seguito, uscito di casa anche con il sacchetto delle immondizie, portava e depositava quest'ultimo vicino ad altra porta, sulla mia fondamenta!

La Signora Straniera:
Mi viene in mente un'altra cosa che non devono fare i veneziani: fare di una corte più o meno pubblica che prima si poteva raggiungere liberamente, una corte privata com'è il caso con la Corte Botera diventata davvero Corte Sconta e poi far cambiare la pavimentazione...

Il Signor Venessian:
Le corti "privatizzate" non sono cosa rara a Venezia, alcune lo sono regolarmente, mentre altre sono abusive "a illo tempore". Molte avevano una vera da pozzo che spesso è sparita.

(si avvicina il Signore dei Campanili)

La Signora Straniera:
E un'altra cosa che non devono fare: non devono mettere una pianta in una vera da pozzo, giusto?

Il Signor Venessian:
E' verissimo! Però, quante cose non possono fare i veneziani! Mi conviene, d'ora in poi, controllare cosa non devono fare i turisti.

Il Signore dei Campanili:
Ieri ho visto una vera da pozzo poco rispetata piena di damigiane vuote...

La Signora Straniera:
Dove l’ha vista?

Il Signore dei Campanili:
All'interno di una proprietà privata in teoria nessuno potrebbe dire nulla. Tuttavia anch'essa meriterebbe di essere rispettata in quanto antica e parte di un'edilizia minore ormai scomparsa.


La Signora Straniera
:
Eh, sì...meriterebbe...

Il Signore dei Campanili:
A questo punto mi vedo costretto a cambiare di idea. In quella vera da pozzo sarebbe stato meglio metterci dei fiori o una pianta, seppure con il rischio di romperla per colpa delle radici, piuttosto che vederla usata come un contenitore di damigiane.

Il Signor Venessian:
(vuole dire qualcosa ma gli viene una tosse e si allontana)

Il Signore dei Campanili:
E poi è inutile dire che il mancato decoro della città è tutta colpa dei turisti se poi sono gli stessi veneziani a dare il cattivo esempio. Venezia merita rispetto da tutti: turisti e veneziani, nessuno escluso.

La Signora Straniera:
Parole sante!

(Signor Venessian si avvicina, la sua tosse si è calmata)

Il Signore dei Campanili:
Lo dico spesso che i veneziani dovrebbero fare autocritica. Questo però non deve essere una scusa per i turisti.

Il Signor Venessian:
Proprio oggi, tornando a casa, ho trovato tre turiste sedute tranquillamente a terra e occupavano tutta la calle; facevano uno spuntino (l'igiene non era la prima loro preoccupazione). Ho dovuto chiedere di alzarsi per farmi passare; da sole non lo capivano.

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