вторник, 24 август 2010 г.

Commedia, atto V, scena 3 (Pediluvio)

Questa scena è ispirata e in parte adattata di un post di Fausto Maroder incluso i sottostanti commenti dei suoi lettori, il post qui linkato è pubblicato nei primi di agosto nel suo Alloggi Barbaria Blog che io leggo ogni mattina. Anche la foto che illustra questa scena della commedia è scattata di Fausto Maroder ed io ho il suo permesso di usarla anche qui nel mio blog.

Se un giorno questa commedia veneziana verrà messa in scena il regiista deciderà che cosa toglierà, io però lascio qua il testo completo.

Si svolge alle tavole all'aperto di un bar a Venezia. Mi immagino nelle ore del tardo pomeriggio. Me li immagino i personaggi seduti alle Zattere. Ma anche qualsiasi altro posto può andare.

© foto di Fausto Maroder

Nella scena vediamo Il Signore dei Campanili, Il Cavaliere romano, Il Signor Bauta e Tabarro, un turista e una signora francese.

Il Signore dei Campanili:
La pratica del pediluvio in Canal Grande è diventata una delle attività preferite dai turisti che visitano Venezia nelle ultime settimane.

Il Cavaliere romano:
Spettacolo assolutamente disgustoso!!! Così come a Roma è vietato bivaccare sulle scalinate di certe chiese, vi sono luoghi che impongono decoro. Venezia è una città, non è Disneyland nè una spiaggia.

Il Signore dei Campanili:
Sono pienamente d'accordo con te. Venezia in quanto città d'arte andrebbe rispettata da quanti la visitano.

Il Signor Bauta e Tabarro:
Secondo me l'assenza di automobili e la gran quantità di turisti contribuiscono a rendere Venezia per il cittadino medio, o meglio per il cittadino mediamente maleducato, una specie di parco divertimenti, dove sono concesse cose che nessuno si sognerebbe di fare a casa propria.

Il Signore dei Campanili:
Noto spesso anch'io dei comportamenti discutibili di alcuni turisti che sembrano considerare la città, come dici tu, al pari di un parco di divertimenti.

Il Signor Bauta e Tabarro:
Già..

Il Signore dei Campanili:
Il pediluvio in Canal Grande dovrebbe venire sanzionato con una multa da parte dei vigili urbani, poichè in tutte le acque interne di Venezia vige il divieto di balneazione.

Il Signor Bauta e Tabarro:
Appunto!

Il Signore dei Campanili:
E qui si pone il problema per i vigili: per divieto di balneazione si intende fare il bagno o anche solamente immergere le gambe nelle nobili acque del Canal Grande? Nel dubbio i vigili lasciano fare.

Il Signor Bauta e Tabarro:
Ricordo il periodo dei pernottamenti in sacco a pelo in Piazza San Marco...
Come si è riusciti ad estirpare quella pessima pratica, così penso che non sia impossibile bloccare i pediluvi, ma ahimè ci vuole molto impegno...

Il Signore dei Campanili:
Purtroppo anche questa cattiva abitudine di alcuni turisti poco educati dovrebbe sparire. In quel gesto vedo una totale mancanza di rispetto verso Venezia. La stragrande maggioranza dei pediluvi avviene di fronte agli uffici amministrativi del Comune di Venezia, in pieno centro della città quindi, e specificatamente lungo il Canal Grande.

Un turista:
Ma con questa afa…

Il Signore dei Campanili:
Siamo d'accordo, il mese appena trascorso è stato particolarmente caldo e l'afa si è fatta sentire. Tuttavia ci sono numerose fontane a Venezia per bere e rinfrescarsi e mai nessun veneziano si sognerebbe di fare un pediluvio in Canal Grande.

Il Signor Bauta e Tabarro:
L'acqua non è di sicuro così pulita da immergerci i piedi.

Il Cavagliere romano:
In questo caso è anche una questione di igiene, se si pensa che buona parte delle fogne cittadine scaricano direttamente nei canali.

Il Signore dei Campanili:
Tra l'altro sembra che i gitanti che fanno i pediluvi in Canal Grande non si rendano proprio conto della questione igienica. Penso che a Venezia ci dovrebbe essere più decoro.

Il Cavagliere romano:
Sanzioni? Non saprei, certamente sarebbe utile un richiamo ad un comportamento educato e rispettoso degli altri.

Il Signore dei Campanili:
Speriamo che i vigili possano aiutare in tal senso a rimettere nei giusti binari una situazione che sembra sfuggita di mano.

Il Cavagliere romano:
Che poi qualcuno creda che immergersi nell'acqua veneta sia come un'abluzione nel Gange poco importa.

Una Signora francese:
Comme vous, j'ai observé les touristes se baignant les pieds dans le Grand Canal et j'ai pris une photo. Je ne pense pas que la chaleur puisse justifier ce comportement à la fois inconvenant et dangereux au regard de l'hygiène. On pourrait penser qu'une information relative à la propreté de l'eau découragerait les touristes, mais j'en doute, car il est difficile de ne pas être informé aujourd'hui. Peut-être faudrait-il promouvoir le port de socquettes en fil d'Ecosse à l'intérieur de chaussures de sport fermées? Les pieds ne s'y échauffent pas. Tout simplement, je pense que le bonheur d'être à Venise suffit à supporter la chaleur et les besoins du corps peuvent se maîtriser.

Il Signore dei Campanili:
Je pense que vous avez raison: même s'il y avait de la bonne information ne sont pas justifiés tels comportements. Malheureusement, certains visiteurs n'ont aucun respect pour Venise. Et je ne vois pas beaucoup de solutions à ce problème.

3 коментара:

  1. Il colloquio tra i vari personaggi è venuto molto bene. Quello che hai scelto (conversazioni tratte da commenti) è un ottimo metodo per parlare della bellezza di Venezia ma anche della sua fragilità e dei suoi problemi. Io credo che potresti scrivere un libro su queste conversazioni da te già riunite in articoli. Ma se un giorno riuscirai a mettere in scena questa commedia, vorrei proprio avere il biglietto per la prima rappresentazione!

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  2. Ehe, Fausto, tu avrai un invito speciale! Come tutti gli altri personaggi - collaboratori :) Infatti la "commedia" la scrivo per il mio amico attore che dovrà interpretare Corto Maltese che però avrà meno di 10 batutte :)

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  3. Per acrità, si rischia ogni tipo di malattia della pelle, MA la sacralità con cui le città vengono definite e "protette" non mi piace. Non è certament evietando bivacchi, pediluvi, gente distrutta che mangia e beve sugli scalini che si protegge una città che ANZI secondo me più libertà concede più viene onorata, soprattutto Veenzia, città dell'accoglienza da sempre.

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