неделя, 29 август 2010 г.

Commedia, Atto III, scena 7 (per vent'anni e per secoli)

Questa scena della commedia si svoge in terraferma, in un luogo come Montebello, Asolano o Mogliano. E dopo tanti dubbi esordio in questa scena con il mio vero nome. Non mi andava cambiarlo solo perché sono "l'autrice" della commedia, l'autrice tra le virgolette, perché la commedia infatti si scrive da sola. Mi chiedevo se Shakespeare dava il nome William di uno dei suoi personaggi e mi rispondevo "Why not?". Ho chiesto un consiglio a mio marito poeta e lui mi ha detto: "anche Dante è un personaggio nella sua Commedia" e la cosa mi ha convinto.

Emilia:
Buongiono, Principessa!

Piera:
Emilia, sono felice di incontrarti!

Emilia:
Sono così agitata...

Piera:
Che succede? Problemi?

Emilia:
No, no, mancano pochi giorni e torno a Venezia! Che emozione!

Piera:
Sei tenerissima!

Emilia:
Non riesco più nè leggere nè scrivere! Non riesco nemmeno a stare traquilla!

Piera:
Io invece ieri sono dovuta andare a Milano, giornata così calda ed afosa, ho avuto un gran piacere nel ritornare

Emilia:
A me Milano piace in agosto (sorride)

Piera:
A me, detto fra noi, non piace proprio!

Emilia:
Non c’è molta gente.

Piera:
Invece c’era parecchia gente e la sensazione strana che provo quando sono lì è il fatto che viaggi in metropolitana così sottoterra al buio, tutti chiusi nei loro problemi per poi riemergere alla luce del sole ma anche allo smog di una città caotica...

Emilia:
Beh..

Piera:
E poi devi pensare che io godo del ritmo lento e a “misura d’uomo” di Venezia, dei piccoli centri, magari collinati o montanari

Emilia:
Eh, sì, Milano è diversa

Piera:
Insomma, la metropolitana mi fa pensare agli scrafaggi, brutta cosa da dire, ma quella di Milano e poi particolarmente brutta

Emilia:
Io sono stata fortunata perché la mia amica di Milano abita in una zona dove si usa il tram e l’autobus e mi è capitato di usare la metropolitana poco, pochissimo

Piera:
Io sono una persona semplice che ama la natura, gli spazi aperti, pochi rumori ma a Milano andare in auto è diventato un vero problema e i tram ci sono, sì, ma ci vuole una vita per raggiungere le zone in cui si deve andare

Emilia:
La mia amica si muove in moto... Ma volevo chiederti, non vuoi trasferirti di nuovo a Venezia?

Piera:
E’ il mio sogno e il mio scopo! Ma anche qui sto bene, tra i colli, ogni stagione regala i suoi frutti che tutti possono raccogliere come i funghi, le erbe aromatiche e altre erbe deliziose come gli asparagi sevatici, i bruscandolini (che sono le cime del luppolo), i carletti, le punte dei pungitopo, insomma una vera farmacia e sesa da gourmet

Emilia:
Dolce Piera, mi piace tanto come ti esprimi!

Piera:
Comunque, la mia città è sempre la mia metà! Come dici tu, vorrei tornare ad invecchiare nella mia città, quando sono lì mi sento veramente e finalmente a casa mia ed è una sensazione fantastica!

Emilia:
Assolutamente! Dal momento in cui torno lì tutto che provo è diverso, tutto mi esalta, le emozioni, le sensazioni, le percezioni, il mio sguardo, il mio sorriso, tutto... il tempo ha un altro spessore

Piera:
Mi piace ricordare con affetto ma rievocando le medesime sensazioni di bambina quei luoghi e quelle dolcissime persone...

Emilia:
Sì, ricordo benissimo quello che mi hai raccontato della casa di tua nonna, donna corraggiosa e moderna, vedova ragazzina e bellissima

Piera:
Sai, per chi è nato a Venezia i ricordi sono, credo, speciali sia i suoni, le voci sia gli odori, i giochi fatti con altri bambini nei campi, attorno alle vere da pozzo e sotto o davanti qualche palazzo, chiesa o monumento storico ed artistico

Emilia:
Immagino...

Piera:
Ora come immagini ti devo lasciare perché ho da fare in cucina, ma sono molto felice di aver comunciato con te, ti auguro ogni bene

Emilia:
Sai volevo chiederti una cosa ma sarà un’altra volta

Piera:
No no, se posso risponderti lo faccio volentieri, minuto più, minuto meno

Emilia:
E’ una cosa che riguarda il cimitero, ne avevo letto in un romanzo di Erica Jong e non so se è vero

Piera:
Cosa?

Emilia:
Che le tombe non sono per sempre, che sono per sempre solo le tombe dei personaggi famosi



Piera:
Sì, è vero, per alcune tombe. Ci sono dei campi di tombe per cui la tumulazione può durare dieci o vent’anni, poi i resti vengono rimossi e messi in un ossario, altre tombe invece di persone che avevano un valore storico, letterario, etc rimangono nei secoli.

Emilia:
Ma infatti chi se ne frega dopo la morte...

Piera:
Questo perché lo spazio è limitato... ma le tombe storiche sono lì e val la pena andare all’isola di San Michele, credimi

Emilia:
Sì sì, ci sono andata e ti assicuro che quelle tombe nel reparto evangelico dov’è la tomba di Ezra Pound e nel reparto greco dov’è la tomba di Igor Stravinskij rimangono per secoli.

Piera:
Quelli forse sono destinati all’inumazione lunghissima, ma sai la gente comune non aveva più spazi ed ora si ricorre all’incenerimento perché altrimenti non ci sono più posti. I miei nonni, zie, i zii e prozii sono sepolti lì... ma pensa alla gente che nasce, vive e muore e lo spazio ormai è solo quello...



Emilia:
Sì, lo spazio è solo quello.

Piera:
La gente comune viene trasferita a Marghera ed anche lì ora non c’è più posto. E’ duro ma è così. Già i miei genitori sono sepolti a Marghera perché non c’era più spazio.

Emilia:
Quindi chi ha una casa in terraferma forse preferisce essere sepolto in terraferma,

Piera:
Anche per loro gran dificoltà, per cui la sepoltura dura dai 10 ai 20 anni, come ti ho detto, oppure si ricorre alla cremazione



Emilia:
Capisco

Piera:
A meno che non si possegga una cappella di famiglia. Questa è la realtà!

Emilia:
Se posso scherzare con queste cose, ti dico che se ci si deve sposare si deve cercare uno con cappella di famiglia..

Piera:
Certo che si può scherzare, bisogna ridere della morte, si esorcizza e ci rende la vita più gradevole

Emilia:
L’hai detto in modo bellissimo!

Piera:
Bene, ora ti devo proprio lasciare e mi dispiace. Ma spero di incontrarti di nuovo presto. Un caldo saluto, vero, con affetto

Emilia:
Ho sempre invidiato alla mia amica perché il suo marito milanese ha progettato da solo la cappella di famiglia... E per lei c’è un bel posto per l’eterno riposo...nel cimitero sotto la cascata di una cittadina sulle Alpi...

Piera:
Allora mi devo dar da fare per trovarti qualcuno che abbia una cappella di famiglia!

Emilia:
Si sta più tranquilli così. (ride)

Piera:
Sai, se devo essere sincera, quando accadrrà non mi interesserà molto dove sarà il mio corpo, molto più interessante sapere se ci sarà un aldilà ma quello è un altro discorso.

Emilia:
Sì, ed ora ci dobbiamo salutare, un ciao bellissimo!

5 коментара:

  1. Eros et Thanatos?
    Nous désirons honorer la mémoire de ceux qu'on a aimés et leur offrir une sépulture digne paraît indispensable. Se heurter au manque de place paraît particulièrement cruel. Nos défunts nous laissent aussi ce qu'ils nous ont appris et continuer à cultiver ces dons immatériels est un bel hommage qu'on peut leur rendre. Je ne sais pas quelle pourrait être la solution au problème que vous évoquez. C'est un déchirement. Mais ce dont je suis sûre, c'est que seul l'amour parfait une relation de couple.
    Le dialogue que vous proposez à vos lecteurs donne à réfléchir et il ne se pose pas qu'à Venise.
    Anne

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  2. Madonna!!!
    Se penso di tornare a casa mia e passare lì la vecchiaia ... meglio morire giovani! :-)
    Questa commedia diventa sempre più seria.
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  3. Rayna, cocchina mia, non siamo più giovani, non ci resta neanche questo, morire giovani :) ehe

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  4. Anne,
    thank you for your comment, I loved it! Eros et Thanatos, Ricordo et oblio.

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