неделя, 14 ноември 2010 г.

la scultura come ornamento o arte pura

Per secoli l'architettura viene detta "madre delle arti", perché ha dato origine alla scultura ed alla pittura, come ornamento di interni ed esterni di templi e di palazzi. Nell'età moderna, invece, statue e quadri, che vediamo nelle esposizioni e nelle collezioni di musei o private ormai le opere scultoree sono indipendenti da ogni logica architettonica, infatti da quasi un secolo han preso il nome di espressioni d'arte pura.

Ecco la terza vera di Palazzo Gradenigo che mi mancava nel post precedente. La foto è fatta sempre da Sergio Piovesan e l'ho scaricata dal suo sito www.piovesan.net. E' a muro con sopra il busto di Minerva nel cortiletto scoperto che è proprio il cortiletto d'uscita dal portone preceduto dall'arco in Fondamenta Grandenigo detta anche Fondamenta Cappello (perché collega questi due palazzi affacciati sul Rio Marin). La statuaria Minerva, scrive nel suo libro Sig. Brusegan, attribuita a Michele Fabris, della seconda metà dei Seicento, forse proveniente da un distrutto palazzo Foscari.

Questo è lo stemma sopra al portone, dentro nel cortiletto d'uscita in questa Fondamenta detta Gradenigo o Cappello c'è un altro che vedete nelle seguenti foto.

Lo stemma sul timpano del portone che avevo fotografato anch'io a settembre. Nella foto fatta da Sergio si vede anche il balcone del primo piano nobile affacciato sul Rio Marin.

Ecco quello che mi aveva scritto Sergio quando mi aveva mandato le foto fatte da lui:
Gli stemmi sono due, uno all'interno e uno sull'arco del portone d'entrata dove c'è anche una testa. Di queste ce ne sono altre, sopra altri archi più piccoli, che ho ritratto.

Ecco ancora una foto dello stemma Gradenigo (con la scala), Marcello Brusegan scrive che quello nella chiave d'arco nel cortiletto è uno stemma quattrocentesco.

Nel libro di Marcello Brusegan "I palazzi di Venezia" scrive che salendo lungo la scala del palazzo Gradenigo (a Santa Croce o in Rio Marin) c'è una statua atribuita al fiammingo Giusto Le Court veramente insolita nel soggetto: un Putto morso da un serpente.
Ne avevo scritto a Sergio e lui dopo aver fatto tutte queste foto che indicano anche la data del giorno nel quale le ha aveva scattate, mi ha scritto:
Putto morso da un serpente, non c'è, ma quello con il serpente è un guerriero, forse "Perseo" (Ipotesi non avvalorata da alcuna ricerca).

testa di putto in chiave d'arco

Ancora una volta grazie a Sergio Piovesan per le foto. Tutte le foto di questo post sono fatte da lui.

3 коментара:

  1. Difficile sujet... Autant d'exemples, autant de définitions différentes et, ma foi, ce n'est pas plus mal ainsi, non?
    Anne

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  2. Merci, Anne,
    grazie, Walter,
    però ora mi rendo conto che non avevo scritto nulla a Sergio del fanò (fanale di nave) di circa 2 metri che descrive Sig. Brusegan nel suo libro "I palazzi di Venezia. "Nell'androne è visibile un enorme fanò (fanale di nave) di circa 2 metri. Salendo lungo la scala, altre statue (forse parte di un'antica raccolta di famiglia), alcune attribuite al carrarese Giovanni Toschini, attivo a Venezia alla fine del Seicento, un'altra attribuita al fiammingo Giusto Le Court veramente insolita nel soggetto: un Putto morso da un serpente."
    Hm, ormai non c'è.

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