сряда, 6 октомври 2010 г.

a Venezia molti stranieri parlano italiano

Il campo dei Frari nel mio libro Days o Giorni a Venezia apparirà qualche volta. Ci sono stata lì due volte con Ivo (la seconda in settembre prendendo anche un caffé), una volta da sola (prendendo il caffè in tavola fuori con la Basilica dietro le spalle aspettando che veniva l'ora del nostro appuntamento con Sig. Giandri, dopo che aver esplorato la Calle de la Passion), poi tra un quarto d'ora con Sig. Giandri che mi aveva detto molte cose e il giorno dopo con Rayna in un tavolino al sole dello stesso bar, io seduta sempre con la basilica dietro le spalle, ci siamo sedute lì per prendere il caffé dopo il nostro giro per i canali di Venezia e al tavolino vicini c'erano due ragazzi che parlavano fra di loro in inglese, ma uno di loro ordinava in italiano. Anche noi due parlavamo fra di noi in bulgaro e con la ragazza che ci ha portato il caffè in italiano ed io le ho detto: "Guarda la magia di Venezia, quante persone straniere parlano qui in italiano" raccontandole cosa mi era successo il giorno precedente nella chiesa di San Giobbe.

Questa foto ricorda il momento in cui ho visto per prima volta Santa Maria Gloriosa dei Frari. Era l'estate del 2009, lunedì dopo la domenica del Redentore ed io e Ivo abbiamo preso il vaporetto dall'imbarcadero di Sant'Angelo per attraversare Canal Grande e scendere a San Tomà proprio per visitare la Basilica dei Frari. Se guardate bene la foto, vedrete che la porta che porta all'Archivio di Stato e il chiostro della Trinità è aperta. Era durante la 53 Biennale Fare Mondi e nel cortile dell'Archivio di Stato c'era una mostra di due giovani fratelli romani.

Ogni volta che devo lasciare Venezia i giorni sono speciali, me ne vado senza rattristarmi perché ormai so Venezia Bulgaria è un ponte dorato come ci aveva scritto in un sms Chris arrivatomi la mattina dello stesso giorno in cui ho fatto questa foto, verso le 8 in Spaderia quando andavo in piazza San Marco per fotografare the Capital of Love ed Ivo era rimasto a prendere il caffè al banco del bar in Campo Santa Maria Formosa. In questa foto, fatta due ore e mezza dopo si vede che il portone della Basilica è aperto e quel giorno si entrava da esso. Noi però eravamo con la valigia per prendere il bus da piazzale Roma per l'aereoporto di Treviso.

Guardate, quel giorno di settembre (17 se non sbaglio) era aperto il portale centrale della basilica. Da lì entrano le spose, e da lì dopo il matrimonio escono gli sposi felici.



Adesso ho contato le finestrine del Campanile che danno sul campo, son quattro ed io ho dato un'occhiata almeno di due di esse. Da una di quelle in alto avevo fatto una foto, da quelle più in basso la foto l'aveva fatta Sig. Giandri ed è riuscito a farla evitando la rete di protezione. Prima di salirci sul Campanile e prima di entrare nella Basilica, pochi minuti dopo che ci siamo incontrati sul Ponte dei Frari, mi aveva raccontato di una lampada che stava sul campanile, lì dov'è la madonna, in alto, e quando ormai non funzionava più, di quella finestrina è uscito un frate per toglierla.

Di solito i turisti che visitano la basilica dei Frari entrano di qua, quella volta però, 17 settembre 2009 era aperto il portone centrale.

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