петък, 23 април 2010 г.

Dodo Veneziano


photo © Dodo Veneziano

Rispetto alla questione cognome, presume che il suo derivi certamente da una qualche lontana discendenza in quel di Venezia, ma si tratta di qualcosa di veramente lontano perchè la sua famiglia seppur dispersa nel mondo ha matrice Sicula e non ha ancora trovato appigli certi sulle origini più lontane.
A Venezia è stato moltissime volte per motivi più disparati, dal lavoro al puro piacere, è una città che al contempo lo affascina e lo terrorizza, e non per l'eccesso di acqua, a quello è abituato pur essendo isolano, ma per una serie di motivi che nemmeno lui sa spiegare, l'odore, la musica ed il colore di Venezia, gli mettono a dosso un po’ di ansia, ripete: pur riconoscendo un fascino ed una bellezza assoluta ed unica.
Per cio che concerne la fotografia, sì ha fatto foto a Venezia, ma ogni qualvolta le rivede, si accorge di quanto avrebbe voluto essere a Venezia alcune centinaia di anni fa ed avrebbe certamente preferito pennellare su tela le sensazioni noir che quel microcosmo esprime, crede che nel mio personale inventario sia un luogo dai tratti incerti e dal fascino celato.
Sicuramente non ha mai desiderato far foto al carnevale di Venezia, perchè per quanto sia ormai evento storico e caratterizante del luogo, non ha mai coinciso con la sua personale idea di Venezia.


La sua risposta corposa delle mie domande era ancora più bella, ma non potendo o volendo pubblicarla qui mi sono limitata di modificare un po' le sue parole, cambiando soprattutto la prima persona in terza. Ma vi assicuro, lui sa esprimersi benissimo con le parole oltre che con le immagini e sto fatto mi affascina ancora di più. Se decido di citarlo, vorrei citare anche quello che citava lui, ad esempio un brano scritto da Baudelaire su Nadar. Se lo leggo, se leggo tutto ciò che aveva scritto (sulla rivista "Fotografo") diventerò senz'altro una vera esperta.

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