понеделник, 12 април 2010 г.

L’incontro perfetto del marmo e il mattone

O dovevo dire il bacio di una facciata mozzafiato in marmo e un’altra facciata grandiosa in mattone? L’incontro perfetto a Venezia di una storia rinascimentale in marmo e una storia monumentale in mattone gotico. Un punto d’incroccio di due edifici strepitosi.

Iosif Brodskij parlava nel suo libro veneziano delle storie di mattone e di marmo a Venezia. Quelle in mattone l’avevano incuriosito non meno – e forse di più – dalle storie eccezionali in marmo. Ma in generale quando parlava delle storie in mattone lui forse intendeva l’edilizia minore, quella Venezia che alcuni chiamano Venezia Minore, quella costurita in mattone che è così misteriosa e pittoresca che ogni tanto mi chiedevo perché non ho provato (osato) a diventare una pittrice. Ma nel caso delle facciate che si incontrano per formare un angolo straordinario in Campo SS. Giovanni e Paolo non si tratta dell’edilizia minore in mattone, non si tratta delle storie comuni, di quelle di mattone. Trovatosi in quel campo uno può vedere l’incontro della facciata di una Scuola GRANDE (chiamata “grande” per il suo splendore) e la facciata in mattone gotico di una basilica GRANDIOSA, e se dico basilica lo dico perchè è di pianta longitudinale, con altre parole basilicale.

C'è un'altra storia dell'incontro del marmo e del mattone, ma in quel caso il marmo invade il mattone, ma nonostante ciò il mattone della chiesa originale non sia in pieno inglobato.



Йосиф Бродски, Joseph Brodsky o Iosif Brodskij per me è un poeta strano. In bulgaro sparlo di lui, in italiano però mi viene spesso voglia di citarlo. Non leggo mai le sue poesie e dubito che citerei dei suoi versi, ma quel suo libro ispirato da Venezia ispira anche me, proprio alcuni brani di quel libro in prosa, assai poetico volevo citare. E’ un libro dedicato a Venezia, in cui l’autore parlando di Venezia, parla di tutto, dell’acqua e del tempo, dei libri e poeti amati, della famosa nebbia che trascina la città fuori del tempo e cancella tutto ciò che abbia forma ma non cancella i riflessi, delle storie eccezionali in marmo e in mattone.
Ho detto di quel suo libro „dedicato a Venezia”, ma lui è riuscito quasi ad arrabbiarmi quando in una delle sue numeriose interviste disse che l’aveva scritto “su ordinazione”. Si tratta del libro intitolato “Fondamenta degli Incurabili” che è stato scritto dal poeta russo-americano-veneziano d’adorazione su invito del Consorzio Venezia Nuova, che lo ha pubblicato nel dicembre 1989 in una edizione fuori commercio. Il mio amico Matteo quando ci siamo incontrati per prima volta a Venezia, verso sera di un bel giorno di settembre 2008 (in campo SS. Giovanni e Paolo, nell’ombra del monumento equestre di Bartolomeo Colleoni) mi ha regalato questo libro, nella sua quattordicesima edizione dal dicembre 2006. Sulla seconda pagina bianca lui aveva scritto: “...perché chi ama una città con tutto il suo cuore ne diviene cittadino nell’anima a prescindere di dove sia...”

5 коментара:

  1. non ci posso credere! sembra che ci siamo messi d'accordo... poco fa ho postato un articolo su Brodskji sul mio blog! che coincidenza incredibile! ;-D

    comunque proprio domenica scorsa ero lì davanti con un gruppo di turisti e uno di questi mi ha detto che trovava brutto il fatto che la facciata della Scuola Grande di San Marco si sovrapponesse a quella della Chiesa di San Zanipolo... :-(

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  2. brutto? quello non aveva capito il bacio :) io lo fotografo quel bacio ogni volta che mi trovo lì :)

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  3. Sergio,
    proprio lì in quel campo è come un bacio di Otello e Desdemona, no?

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  4. sì, purtroppo molte persone non sanno apprezzare il bello dell'imperfezione, non hanno gusto estetico né artistico, e pensano che il 'bello' sia necessariamente il preciso, l'ordinato, il simmetrico... e non riescono a vedere la poesia insita nel diverso, nel vissuto, nell'ardito...

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