вторник, 4 май 2010 г.

e cercavamo invano la lunetta dipinta da Paolo Veneziano

Forse si entrava da qui, dalla porta verso il chiostro della Trinità, noi però non abbiamo provato ad entrarci dal chiostro, pensavamo si entrava dalla chiesa, e poi cercavamo quell'opera di Paolo Veneziano, l'avevamo visto nei poster tra le cose da vedere nella basilica dei Frari e ci siamo tornati prima di uscere della chiesa a vederlo e lo cercavamo e non l'abbiamo trovato, abbiamo passato oltre la sagrestia e già ero pronta di chiedere informazione (io odio chiedere informazione), eravamo entrati lì dove non andavano i soliti visitatori, una signora è uscita da una porta e ci ha detto: "C'è il parrocco, ne avete bisogno?" ed io: "Nnno" un po' perplessa, ho tradotto a mio mari ciò ci aveva detto la signora e subito abbiamo girato indietro e Paolo Veneziano così non l'abbiamo trovato. Ci ha consolato la Madonna del Bellini nella sagrestia.

La sala del Capitolo: a sinistra il sepolcro del doge Francesco Dandolo ed a destra le finestre e la porta che immettono al chiostro esterno (o della Trinità).

La tomba del doge Francesco Dandolo. Sull'urna è rappresentata la "dormitio virginis". Sopra l'arca sepolcrale c'è la lunetta dipinta da Paolo Veneziano con S. Francesco e S. Elisabetta d'Ungheria che presentano alla Madonna con il Bambino rispettivamente il doge Dandolo e la dogaressa.

In una vecchia foto, l'urna del doge quando era ospitata nel cortile del Seminario.

La sala del Capitolo

La sala del capitolo è il locale destinato alle riunioni comunitarie dei frati.
L'attuale sala del Capitolo è cronologicamente la terza tra quelle che si sono succedute nel convento dei Frari.

[...OMISSIBLE...chi vuole leggere tutto deve andare al post originale verso il quale do il link sotto nella fonte]

Quella esistente oggi, che misura m. 17,80x10,60, potremmo chiamarla sala del Capitolo nuovissima: della sua esistenza più antica possediamo una testimonianza indiretta: l'urna sepolcrale del doge Francesco Dandolo che volle essere seppellito in questa sala; il doge morì nel 1339. Nel 1346 vi si tenne il Capitolo generale dell'Ordine con i Ministri provinciali ed i delegati di tutta Europa.
La sala del Capitolo, facendo parte del convento dei Frari, seguirà le vicende di quest'ultimo. Con la capitolazione della Repubblica di Venezia, entrate le truppe francesi in città il 16 maggio 1797, gli ambienti del convento furono occupati dai soldati che vi si accamparono.
Durante la seconda occupazione francese, il 4 aprile 1806 tutto il complesso dei Frari, dalla chiesa al convento, dagli arredi alla biblioteca, furono incamerati dal Demanio. Successivamente tutti gli ambienti del convento vennero destinati ad "Archivio generale Veneto", oggi "Archivio di Stato".
La sala del Capitolo di conseguenza venne abbandonata: la tomba del doge Giovanni Gradenigo (morto nel 1356) venne distrutta e le spoglie gettate alla rinfusa nell'isola ossario di S. Ariano, oltre Torcello, assieme alle ossa provenienti da altre chiese soppresse.
L'urna del doge Francesco Dandolo si salvò ed andò a finire al Museo del Seminario mentre la lunetta di Paolo Veneziano venne portata nella sacrestia della chiesa della Madonna della Salute.
La stessa sala del Capitolo subì diverse trasformazioni che la resero irriconoscibile: venne destinata dal Demanio ad uso della fabbriceria della chiesa in comunicazione con la sacrestia, venne divisa in tre locali e tagliata a metà da un solaio in legno per ricavare altri spazi per l'Archivio di Stato che destinò a sala dei Testamenti.
Nel Novecento la sala del Capitolo ha subito importanti interventi di restauro che ne hanno messo in rilievo l'eleganza gotica del soffitto sostenuto dalle colonne e la finestratura di trifore che si affaccia sul chiostro esterno (o della Trinità).
Qui è finalmente tornata al suo posto originario la tomba del doge Dandolo con la lunetta di Paolo Veneziano: quest'ultima, dopo essere tornata dalla sacrestia della chiesa della Madonna della Salute, per un periodo fu ospitata anche nella sacrestia dei Frari, prima di ritornare ad unirsi al monumento per il quale era stata concepita e dipinta.

Fonte, testo intitolato "La sala del Capitolo" e le tre foto di questa sala:
http://giandri.altervista.org/giandri_0407_Frari_3.html

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