понеделник, 24 май 2010 г.

Santi Cirillo e Metodio, 24 maggio, la festa del cirillico in Bulgaria

Chi sono i santi Cirillo e Metodio?

Costantino, meglio noto con il nome monastico di Cirillo (greco: Κύριλλος , cirillico: Кирил) nato nel 815 fu evangelizzatore di Pannonia e Moravia nel IX sec. ed inventore dell'alfabeto glagolitico detto poi al suo nome cirillico. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa assieme al fratello Metodio (greco: Μεθόδιος, cirillico: Методий) nato nel 826 e morto nel 885 a Velehrad anch'egli evangelizzatore bizantino dei popoli Slavi.
I due fratelli nacquero a Salonicco, seconda città dell'Impero bizantino nel IX secolo. Di nobile famiglia, erano figli di Leone, drungario della città e governatore militare del thema Thessalonike, la regione del antico Salonicco. La città a quell'epoca contava una forte presenza slava, dovuta alla massiccia invasione che poco tempo prima aveva investito le terre bizantine, provocando l'insediamento di numerose tribù nelle campagne e in numerosi centri e fortezze minori.

Anni di studio e di missioni diplomatiche

Già in giovane età Costantino sembrava desideroso di dedicarsi al conseguimento della completa sapienza e si trasferì presto, attorno all'842, a Costantinopoli per perfezionare gli studi di teologia e filosofia, sotto l'egida del potente eunuco di corte Teostisto, logoteta del gromo e reggente per il basileus Michele III. Nella capitale dell’impero Costantino venne consacrato sacerdote, entrando a far parte del clero della basilica di Santa Sofia. (Detta "basilica" sottolineando la sua importanza storico-religiosa nel tempo, non nel senso architettonico, ma nel senso d'importanza come si dice anche "basilica di San Marco", e basilica si deve leggere non letteralmente ma come un titolo onorifico.)
A Costantinopoli conobbe anche Fozio, uomo di cultura e politico di spicco, che divenne suo precettore. Anastasio Bibliotecario ci informa dell'amicizia che intercorreva tra loro così come di una disputa dottrinaria. La curiosità di Costantino dimostrava il suo eclettismo: coltivò infatti nozioni di astronimia, geometria, retorica e musica. In ogni caso, fu nel campo della linguistica che Cirillo diede prova del suo genio: oltre alla lingua greca ed a quella slava, parlava correntemente anche il latino, il siriaco, l'arabo e l'ebraico. Assieme a Fozio viaggiò in Oriente per importanti incarichi diplomatici presso gli Arabi di Samarra e i Cazari. Proprio durante un viaggio in Crimea Costantino avrebbe rinvenuto le reliquie di papa Clemente I, lì esiliato e morto nell'anno 97.
Divenuto Fozio patriarca di Costantinopoli nell'858 per volontà dell'imperatrice Teodora, la Chiesa bizantina cercò di contrastare l'espansionismo della Chiesa latina e dei Franchi presso gli Slavi. Cirillo venne dunque inviato, assieme al fratello Metodio ad evangelizzare la Pannonia.
Quando il re della Grande Moravia, Rastislav, chiese all'imperatore di Bizanzio di inviare missionari, la scelta ricadde ancora una volta su di loro. In realtà la richiesta celava un motivo politico perché Rastislav trovava preoccupante la presenza tedesca sul suo territorio. Infatti la Pannonia era già stata evangelizzata dalla precedente missione di Salisburgo.
Cirillo dunque si recò nel regno di Rastislav e incominciò a tradurre brani dal Vangelo di Giovanni inventando un nuovo alfabeto, detto glagolico (da глагол glagol' che significa parola e nel bulgaro moderno verbo). Probabilmente già da anni stava elaborando un alfabeto per la lingua slava.

Costantino (Cirillo) e Metodio a Venezia e a Roma

Nel regno di Rastislav entrarono in contrasto con il clero tedesco che rivendicava quel dominio, essendo stato evangelizzato dalla missione di Salisburgo. Sull'onda del crescente scontro tra Chiesa d’Oriente e d’Occidente per il controllo dei nuovi fedeli moravi, nell'867 i due vennero convocati a Roma per discutere con papa Niccolò I dell'uso cultuale della lingua slava. Lungo il viaggio sostarono a Venezia dove si scontrarono con il clero locale, che rivendicava come lecite tre sole lingue sacre: latino, greco ed ebraico: le lingue parlate in Palestina all'epoca di Gesù. Costantino e Metodio opposero invece a queste argomentazioni il consolidato uso che si faceva in oriente di altre lingue liturgiche.

A Roma, invece, i due trovarono una buona accoglienza. Portarono al pontefice in dono le reliquie di papa Clemente I, morto in Crimea nel 97 e venerato come santo, proprio quelle reliquie che Costantino (poi Cirillo) aveva trovato in uno dei suoi viaggi anni fa. Niccolò I consacrò prete Metodio e approvò la traduzione della Bibbia in slavo, a patto che la lettura dei brani fosse preceduta dagli stessi passi espressi in Latino.

La basilica San Pietro fuori le mure, dove fu stata una delle prime messe in lungua slava, in un'incisione del XVII sec.

A Roma Costantino si ammalò e assunse l'abito monastico, prendendo il nome di Cirillo. Venne inumato presso la basilica di San Clemente. Ecco perché oggi ogni 24 maggio una delegazione bulgara va a Roma per un’audienza dal papa e in pelligrinaggio alla tomba di Costantino (Cirillo) nella cripta della basilica San Clemente a Roma.

La cacciata dei discepoli di Cirillo e Metodio dalla Moravia e il loro rifuggio in Bulgaria

Metodio ritornò in Moravia. In un altro viaggio a Roma venne nominato vescovo e assegnato alla sede di Sirmiun (oggi Sremska Mitrovica). Intanto in Pannonia a Rastislav successe il nipote, favorevole alla presenza tedesca che circondava il regno. Iniziò così la persecuzione dei discepoli di Cirillo e Metodio, visti come portatori di un'eresia. Metodio stesso fu incarcerato per due anni in Baviera. Nel 885 anche Metodio morì; i suoi discepoli vennero incarcerati o venduti come schiavi a Venezia. Una parte di essi riuscì a fuggire in Bulgaria e in Dalmazia. In Bulgaria i discepoli Clemente, Naum, Sava, Grosdad e Angelario furono ben accettati e misero l'inizio della letteratura liturgica in antico bulgaro. Intanto nel sec. IX c'era la diffusione del cristianesimo tra la popolazione, slava soprattutto. La conversione ufficiale della Bulgaria ha luogo con Boris I, che riceve il battesimo nell'864; il riconoscimento di una Chiesa autocefala bulgara da parte del patriarcato bizantino avviene nell'870. Però il sogno del sovrano bulgaro Boris I di fondare una cultura letteraria e una Chiesa indipendente di lingua slava riceve grande impulso nell'886, quando giungono nella prima capitale bulgara, Pliska, i discepoli di Cirillo e Metodio, cacciati dalla Moravia.

Il bulgaro e i Bulgari

Il bulgaro (con sloveno, serbo, croato e macedone) appartiene al gruppo meridionale delle lingue slave. I Bulgari, da cui prendono nome lo Stato e la lingua, sono invece una popolazione turannica che si sovrappone agli Slavi nella penisola balcanica, che nel sec. IX è già completamente slavizzata: l’idioma di quegli protobulgari ha lasciato nella lingua bulgara moderna una decina di parole ed io non ne conosco nessuna.

Diverse letture storiche

Nella stessa missione nella quale Costantino trovò le relique di papa Clemente I morto in Crimea nel 97, trovò anche un Vangelo e un salterio, come ci informa la Vita Methodii . Un passo del racconto, fino agli anni '50 del XX sec. è stato interpretato come se il vangelo fosse scritto in lettere russe: nel clima nazionalistico instaurato da Stalin, si giunse alla conclusione che l'alfabeto cirillico - le lettere russe del testo - sia nato proprio in Russia. In realtà, oggi questa tesi è stata smentita da una nuova teoria: molto più probabilmente, infatti, c'è stata un'inversione tra le lettere R e S, per cui il termine russe, in slavo diventa siriache, forse perché a quel tempo i Siriaci erano già cristiani e avevano già un Vangelo tradotto.

Cirillo e Metodio, Santi patroni

I santi Cirillo e Metodio sono considerati patroni di tutti i popoli slavi; sono molto amati in Bulgaria, Macedonia e Russia ed anche nell'ambito della Chiesa catolica sono venerati in Slovenia, Slovacchia, in Croazia e nella Repubblica Ceca. Nel 1980 Giovanni Paolo II con la lettera apostolica del 31 dicembre 1980 Egregiae virtutis li elevò a compatroni dell'Europa, assieme a San Benedetto da Norcia.
Nell'Enciclica Slavorum Apostoli Giovanni Paolo II afferma che "Cirillo e Metodio sono come gli anelli di congiunzione, o come un ponte spirituale tra la tradizione occidentale e quella orientale, che confluiscono entrambe nell'unica grande Tradizione della Chiesa Universale. Essi sono per noi i campioni ed insieme i patroni dello sforzo ecumenico delle Chiese sorelle d'Oriente e d'Occidente, per ritrovare mediante il dialogo e la preghiera l'unità visibile nella comunione perfetta e totale".

I monumenti di Santi Cirillo e Metodio in diverse città slave, di fronte alle biblioteche o l'università nel caso della città di Scopie in Macedonia

Sofia, Bulgaria, io e la mia amica migliore Christina davanti al monumento dei santi Cirillo e Metodio e l'ononima biblioteca nazionale dove avevamo trascorso dei giorni interi da studentesse più di dieci anni fa.


Murmansk, Russia (Accidenti! E' troppo simile al nostro a Sofia. Chissà quale sarà il primo nel tempo...)




Pasargik, Bulgaria (Questo almeno è originale, mi piacciono le lettere)





Ocrida, Repubblica Macedonia





Odessa, Ukraina



Scopie, Repubblica Macedonia (di fronte all'ononima università di Scopie) (Comunque la mia università, Università degli Studi di Sofia ha il nome di uno dei discepoli di Cirillo e Metodio, San Clemente d'Ocrida.)





Drevohostice, Repubblica Ceca





Mosca, Russia





Mikulcice, Repubblica Ceca







Source and photocredit: Wikipedia

2 коментара:

  1. Interessante la storia di questi due santi che in Italia non sono molto conosciuti.

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  2. Sergio,
    però in Bulgaria senza dubbio saranno i più amati, poi credo in poche lingue si sappia il nome di quello che creò l'alfabeto. :)

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