неделя, 13 юни 2010 г.

Commedia, atto II, scena 1 (il salotto di Piera)

Ecco anche ATTO SECONDO della nostra commedia veneziana. In questa prima scena dell'atto II il personaggio centrale è Piera, accompagnata sempre da un cavaliere (servente o no chissà) di nome Luciano, molto sincero e molto galante. La scena è ambientata nel salotto virtuale di Piera. Qui come illustrazione ho scelto un quadro di Pietro Longhi, al quale mi hanno fatto pensare tutti i complimenti con cui letteralmente copriamo Piera, °la nostra dogaressa" se devo citare il suo cavaliere devoto. Colgo l'occasione di ringraziare a Piera che è stata così gentile e mi ha permesso di comporre la scena usando i commenti lasciati sotto i suoi post assai interessanti e approfonditi pubblicati nel suo blog Venezia Nascosta



Atto II, scena 1

(Enter Chorus. Alle prime parole balbettando come quel chorus in Shakespeare in love di Tom Stopard. Me lo immagino proprio com’è il mio caro amico professorino Ezzelino che certamente non balbetta, anzi ha una voce di saccente, molto adatta per il ruolo di chorus.)

Chorus:
Son onorato di presentarvi Piera e proprio ora non so da dove cominciare. I miei ragazzi di 2A e 2B sono stati molto contenti per quanto hanno potuto vedere e gustare. Gli occhi di Piera innamorati dalla bellezza e dalla storia di questa città, sono riusciti a conquistare anche chi di solito è distratto da videogames, cuffiette per mp3, ipod e quant'altro offre il mondo dell'elettronica. Riuscire a stupire con le cose antiche è una bella missione educativa per le nuove generazioni.

(Il chorus esce e vediamo un gruppo di persone, al centro del quale è proprio Piera, la nostra dogaressa, vediamo in questo gruppo anche il Fotografo che dice : )

Il Fotografo:
I tuoi post sono sempre estremamente curati sia nei contenuti che nella scelta delle immagini. Davvero complimenti per il tuo blog!

(Le da’ del “tu”, e questo ci sorprende un poco, forse la conosce abbastanza bene, poi che sorpresa! Anche lei gli da del “tu” e lo chiama per nome! )

Piera:
Grazie infinite, Walter, per i tuoi complimenti: sai, amo profondamente la città dove sono nata. Sei stato veramente gentile!!!

(il Fotografo è solo di passaggio in questa scena ed esce)

Una signora:
Piera, leggo il tuo blog da quanche mese e lo trovo molto interessante, quello che scrivi, i titoli che scegli sono un'ispirazione per me, e poi da te imparo molte cose che prima non conoscevo. Complimenti!

Piera:
Cara Emilia, mi commuovo ai complimenti e mi sento molto gratificata dal fatto che in qualche modo io possa soddisfare il tuo interesse per argomenti che mi affascinano e che mi spingono a cercare sempre!!! Ti rivolgo un abbraccio affettuoso

Luciano:
Cara Piera, tua madre era un’artista perchè dipingeva, ma anche tu lo sei perchè fai sognare!

Piera:
Luciano, sei un tesoro, veramente. Tu hai una bellissima sensibilità artistica che apprezzo molto. Ti ringrazio di cuore per la stima, che ricambio.

Luciano:
Cara Piera, non sarai nata a San Gioppo come me?

Piera:
Hei, Luciano, io sono nata in Campo dei Gesuiti, pensa un pò!!! Da piccola salivo in altana e guardavo l'isola di San Michele, e mi beavo di quella luce che mi avvolgeva dopo una scala dai gradini per me alti, stretta e buia.
Mia madre dipingeva, per cui la domenica a casa mia c'erano pittori che venivano a pranzo, e magicamente mi svelavano con i loro pennelli il colore, le ombre, le immagini che io credevo celate sotto una patina di bianco della tela.

Luciano:
Piera, te che sei nata ai Gesuiti quante volte sei andata ad ammirare il martirio di San lorenzo? io ci vado una 50 ntina di volte all'anno e sempre mi chiedo da esperta sto vedendo un quadro o sto vedendo la realta? Scusami per il tempo che ti porto via ma mi farebbe piacere sapere il tuo parere. Grazie e (sopportami) (dicendo l’ultimo le bacia la mano)

Piera:
Quella è una chiesa magica, e poi Tiziano! Ricordati comunque che non mi disturbi mai. Vedi, ti esprimo il mio modo di essere, di vivere la pittura, e l'arte in genere: per me un quadro che mi attrae, mi affascina è un catalizzatore; io lo guardo e questo evoca in me sensazioni, emozioni per cui ciò che vedo è l'insieme di figure, o paesaggi, o luci ed ombre di fattura squisita, ma è la mia sensibilità a permettermi di guardare oltre, il percepire, il farlo mio dentro di me; è l'incontro delle emozioni del pittore e delle mie, che in quell'istante diventano un tutt'uno.

Luciano:
L’hai detto in modo bellissimo!

Piera:
Mi è capitato una volta di poter vedere da vicinissimo, anzi toccare un quadro di Chagall.., il mio cuore si è messo a battere all'impazzata, ed ho provato un'emozione quasi unica....avevo davanti un capolavero vero, anche se su di una tavoletta di legno, un pò ondulata, vi era dipinto un ometto che volava....

Luciano:
Sì, sì quegli ometti di Chaghall che volano, ci fanno volare, (le bacia la mano) realtà e sogno mescolati...veramente... in pieno

Cavaliere in maschera:
Mi ricordo quello che Lei ha scritto per Torcello, dove ha avuto origine la civiltà veneziana. Lei ha reso alla perfezione la magia e il mistero che circonda Torcello. Non avevo dubbi che ci fossero segnali alchemici in tutta Torcello...

Piera:
Vi ringrazio per i vostri apprezzamenti che sono veramente graditi.

Un altro cavaliere mascherato:
Piera fa venir voglia di prendere il treno per Venezia e andare a visitare le chiese sulle quali ha scritto...

Cavaliere Romano:
Grande Piera! Sbaglio o prima o poi leggeremo una "Guida alla Venezia misteriosa"?

Piera:
Il mio scopo è quello di presentare e far conoscere le parti o le curiosità di Venezia che normalmente chi la visita non vede, non nota, o non conosce.
Gli itinerari turistici sono sempre gli stessi, fantastici, ma limitati... Venezia è una città piccola, ma variegata e misteriosa, ricca di testimonianze del passato che a me, nata a Cannaregio, proprio il cuore di questa città, trasportano nel mondo dei miei nonni, delle mie radici, anche perchè, passeggiando per le calli li dove i turisti di solito non si avventurano mi appare un mondo in qualche modo cristallizzato, e la memoria è come un insetto nell'ambra, immobile ma che puoi vedere ed è la prova reale che gli insetti e la resina erano attuali anche milioni di anni fa.

Cavaliere Romano:
Ha ragione. Sono le stesse emozioni che io provo per Roma. Del resto la circolarità del tempo è fondamento della tradizione cabalistica, e Venezia è ancora piena di questa atmosfera, almeno per chi ha la sensibilità di coglierla. A Roma il sole prima o poi spazza tutto ... Ma Venezia è al secondo posto nel mio cuore per i misteri e per essere la patria di quel grandissimo genio-cialtrone di Casanova che non si può non amare.

Piera:
Non si può certo lamentare di vivere in una città così ricca di storia, di immagini, monumenti. Però mi fa piacere che Venezia Le stia a cuore, non tutti riescono a capirla, e poi, se Le piace Casanova,..fantastico: uomo intelligentissimo, furbo, e bravissimo scrittore. SE non l'avete già fatto provate a leggere le sue memorie: sono scritte benissimo ed il mondo che ci apre, vi assicuro è inquietante e fantastico.

Cavaliere in maschera:
Sentite ma in che stato è attualmente il ghetto di Venezia?

Luciano:
Apparte il portale dell'entrata principale il ghetto è come nel 500

Piera:
Come ha detto Luciano, il Ghetto è rimasto fantasticamente tale e quale. i piccoli negozi con le vetrine ordinate e perfette, il silenzio, le case alte ma non incombenti...prendere una tazzina di caffè seduti al tavolino di un bar..ti perdi nel tempo ....!! Le Sinagoghe poi.. bellissime.

Cavaliere Romano:
Ma allora non è vero che Venezia è morta, plastificata, musealizzata ... Ho capito è necessario inerpicarsi tra le sue viscere per ritrovarla bella e viva come sempre.

Piera:
Di sicuro la città è viva: deve pensare che tutte le istituzioni importanti per la provincia e la regione si trovano a Venezia. Sono state edificate nuove costruzioni per quanto riguarda l'Inps. l'Inail, ed i vecchi palazzi sono stati trasformati in Municipio, Magistrato delle Acque, sede dell'Ufficio delle Tasse ( in Campo S. Angelo vi consiglio di entrare perchè è stato locato in due conventi con relativi, bellissimi chiostri antichi, che confina ( ne era il convento, sia maschile che femminile) con la Chiesa di S. Stefano).

Luciano:
Dimenticavo la tua passione per i chiosti... (sorride)

Piera:
Sì sì, i chiostri che sto studiando con piacere e curiosità, mi interessano molto, ma volevo dire La città è viva..

(entra il Fotografo)

Il Fotografo:
Ho sentito che qualcuno commentava con stupore il fatto che Venezia non sia una città morta... ma che diamine! certo che non è morta, anzi è vivissima! Attività culturali, mostre, convegni, feste... associazioni private, di culto, di arte... nuove aperture, restauri importanti, festival... mi sembra che Venezia sia ben più viva di tante altre città italiane sonnecchiose!! ;-)
Basta vedere con quanta sentita partecipazione i Veneziani seguono ogni iniziativa, ad esempio per la serata dedicata alla conclusione dei lavori di restauro della Chiesa di Sant'Antonin c'era una gran folla (e tutti Veneziani, mica turisti!), parola di Fausto Maroder, io purtroppo non ho potuto esserci... c'ero invece alla festa di Sant'Antonio a San Francesco della Vigna sabato sera, ed è stato bellissimo vedere così tanti veneziani uniti dall'amore per la cultura, per il buon cibo, e dello stare insieme a ciacoar!

Piera:
Sì, la nostra amata Venezia è viva anche di eventi importanti, mostre, spettacoli teatrali, e accoglie i numerosi pendolari che vengono dalla terraferma con un'infinità di spaghetterie, paninoteche, bacari... trovate anche le grandi firme dell'alta moda...insomma, chi verrà a Venezia si ritroverà in una città sempre invasa da turisti, ma anche vissuta dai veneziani, che solo per l'alto costo delle case e della vita a volte si vedono costretti ad andare ad abitare a Mestre (che è una città ormai) o altri paesi limitrofi.

Luciano:
Sì, purtroppo, i giovani... Scusami, dolce Piera, ti ho interrotto.


Piera
:
Non preoccuparti! Io quando parlo di Venezia non so fermarmi. Penso spesso a quelli che vengono a Venezia ed hanno la sensibilità per ammirarla. Penso spesso alle persone che vengono a vederla con i suoi occhi, ad aggirarsi tra calli, e se per caso, soffermandosi su di un ponte, trovano qualcuno che, con gentilezza, gli chiede permesso per passare, andando molto, ma molto di fretta, se non sono io è qualche altra persona che in questa città ci vive o ci lavora...

(mentre lei dice questo, passa Sig. Venessian ancù e anca Doman)

Sig. Venessian ancù e anca Doman:
Una cosa che non dovrebbero fare coloro che vengono a Venezia, magari in comitiva, è quella di occupare completamente lo spazio di una strada (calle o fondamenta) costringendo chi deve passare a chiedere ripetutamente "permesso", senza essere ascoltati subito, il più delle volte, e costringendo chi deve passare a ripetute richieste. Sulla fondamenta di San Simeone Piccolo (quella sul Canal Grande di fronte alla stazione ferroviaria) c'è un albergo (Carlton Hotel) dove spesso alloggiano comitive che quando escono dall'albergo, prima di iniziare il giro per Venezia, sostano tranquillamente senza rendersi conto che sono su una pubblica via ed occupano totalmente la larghezza della fondamenta. Stessa cosa succede poco prima di arrivare a Piazzale Roma (stessa fondamenta) dove si trova un attracco di grandi motoscafi che propongono itinerari lagunari; anche qui le comitive stazionano senza curarsi della gente che deve passare.

4 коментара:

  1. Sono senza parole! Non ho letto ancora tutto - ma da dove prendi l'energia di comporre con così tanta appassione???

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  2. Mi hai fatto veramente ridere: mi immagino il gruppo di cortigiani e in mezzo il Fotografo, dei ragazzini con l'mp3 e le macchine fotografiche e i cortigiani che parlano di blog, USB ecc.! Ma come è vestito il Fotografo? Forse all'antica, con al posto della spada la custodia della sua Nikon

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  3. Rayne,
    il Fotografo è vestito normalmente, non indossa un costume, no, semplicemente una camicia nera e forse jeans...non so, però decisamente indossa una bella camicia nera, se vuoi ti do un link per poter vederlo ;-)

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  4. Rayne,
    se mi presti le parole del tuo signor venessiano, il padrone della casa del Giorgione, nella commedia può entrare anche °il Padrone della casa del Giorgione° che dirà la sua grande battuta "chi ama la carne la trova, ma a Venezia comanda il pesce" ;)

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